Rifiuti, Legambiente contro Tosi: “Demagogia”

 
 

Scontro sulla gestione dei rifiuti a Verona. Dopo le dichiarazioni dell’europarlamentare Flavio Tosi, che ieri ha invitato i cittadini a non rispettare le nuove modalità di conferimento, arriva la presa di posizione di Legambiente Verona.

L’associazione ambientalista invita a distinguere tra critiche costruttive e demagogia, sottolineando come l’attuale sistema di raccolta differenziata, pur con criticità, rappresenti un passaggio necessario per colmare il ritardo accumulato dalla città.

Verona fanalino di coda in Veneto

Secondo i dati diffusi da ARPAV e dal rapporto “Comuni Ricicloni” di Legambiente Veneto, Verona resta tra le ultime città della regione per raccolta differenziata.

Ogni cittadino produce in media 234 chili all’anno di rifiuto secco indifferenziato, a fronte di un obiettivo regionale di 80 chili entro il 2030. Il capoluogo registra inoltre un 57% di raccolta differenziata, contro percentuali che in altre aree del Veneto superano l’89%.

Numeri in miglioramento rispetto al passato, ma ancora insufficienti se confrontati con i territori più virtuosi, dove il sistema porta a porta è ormai consolidato.

“Il problema non nasce oggi”

Per Legambiente, il ritardo non è frutto delle nuove regole, ma di decenni di immobilismo. Il cambiamento del sistema, spiegano, rende semplicemente più visibili comportamenti scorretti che prima passavano inosservati.

«Rendere evidente un problema non significa crearlo – sottolinea l’associazione – ma affrontarlo finalmente».

Contenitori e sacchi: le criticità

Tra i punti più discussi, la dimensione dei nuovi contenitori. Secondo Legambiente, se la raccolta differenziata viene fatta correttamente, il volume del rifiuto indifferenziato dovrebbe essere minimo e facilmente gestibile.

Sui sacchi neri, l’associazione condivide la linea del divieto ma chiede un passo ulteriore: vietarne anche la vendita, come già avvenuto in altre città italiane.

Le difficoltà del sistema

Non mancano le criticità segnalate dai cittadini: ritardi nei ritiri, attese per il ritiro degli ingombranti, distanza dei cassonetti da alcune abitazioni e difficoltà nel ritiro delle tessere.

A questo si aggiunge il fenomeno degli abbandoni, che sta incidendo sul decoro urbano. Su questi aspetti, Legambiente chiede al Comune e ad AMIA Verona di rafforzare controlli, formazione degli ispettori ambientali e sistema sanzionatorio.

“No a passi indietro”

Netta la posizione sull’invito a ignorare le regole: «Incitare al ritorno ai cassonetti aperti è una boutade elettorale», afferma l’associazione.

Per Andrea Gentili, il nodo è chiaro: «Il problema di Verona non è il nuovo sistema, ma il ritardo accumulato negli anni. Questo dovrebbe spingerci ad accelerare, non a tornare indietro».

Legambiente ribadisce l’impegno a vigilare sulle criticità reali e a sostenere i cittadini che rispettano le regole, promuovendo una maggiore cultura dell’economia circolare.