Riaprono gli Scavi Scaligeri: accessibilità, sicurezza e valorizzazione archeologica

 
 

Conclusi i lavori del Comune di Verona sui percorsi di accesso e di esodo del sito espositivo e degli Scavi Scaligeri, con un focus su accessibilità, sicurezza e valorizzazione dei reperti archeologici. L’intervento rientra in un progetto organico di recupero di uno dei principali siti monumentali della città, rimasto per anni parzialmente inutilizzato a causa di criticità strutturali, impiantistiche e di accessibilità.

Il progetto, articolato in due fasi distinte ma complementari, restituisce alla città uno spazio espositivo e un’area archeologica più fruibili, sicuri e accessibili, integrati nel sistema museale urbano, e dotati di condizioni adeguate sia per la tutela del patrimonio sia per una visita di qualità.

“È una grandissima soddisfazione – ha dichiarato la vicesindaca e assessora all’Edilizia Monumentale, Barbara Bissoli – vedere realizzati i nuovi percorsi di accesso e di esodo, improntati a maggiore inclusività e accessibilità, l’adeguamento funzionale e impiantistico, la risoluzione delle infiltrazioni negli spazi ipogei e il restauro dei cementi armati ammalorati. L’area archeologica continuerà a essere mantenuta attraverso mini cantieri anche dopo l’apertura del sito a mostre e visite. L’investimento complessivo del Comune ammonta a circa 2,62 milioni di euro, con due anni di lavoro di imprese specializzate e professionisti esperti, guidati dalla Soprintendenza e dalla Direzione Edilizia Monumentale.”

Prima fase: percorsi e impianti

La prima fase, avviata nel novembre 2023 e completata nell’autunno 2025, ha previsto la revisione dei percorsi di accesso ed esodo e l’adeguamento funzionale e impiantistico. Tra le novità principali:

nuovo ingresso dal cortile del Palazzo della Ragione; uscita di sicurezza verso piazza Dante; sostituzione degli impianti obsoleti e nuova illuminazione museale; autonomia energetica e miglioramento delle condizioni microclimatiche; inserimento di ascensore e passerelle per garantire l’accessibilità senza compromettere la lettura archeologica; riorganizzazione degli spazi di accoglienza, biglietteria e didattica.

Il quadro economico di questa fase è stato di circa 2,17 milioni di euro.

Seconda fase: restauro e manutenzione conservativa

La seconda fase, iniziata tra settembre e dicembre 2025, riguarda il restauro dei reperti archeologici e il riordino del percorso di visita. Gli interventi, basati sul principio del minimo intervento, comprendono:

puliture e consolidamenti; ricomposizione delle murature; manutenzione di mosaici e superfici decorate; ripristino delle aree danneggiate da infiltrazioni precedenti.

I lavori lungo il percorso visitabile consentiranno la riapertura del sito entro febbraio 2026, mentre le opere nelle aree non accessibili al pubblico si concluderanno entro maggio 2026. L’investimento per questa fase è di circa 450.000 euro.

Grazie a questo intervento, Verona offre ai cittadini e ai visitatori di tutto il mondo un sito espositivo di rilievo internazionale e un’area archeologica straordinaria, simbolo della storia e dell’archeologia urbana della città.