Il Consiglio comunale di Verona respinge la mozione che chiedeva la rimozione del nome di Luigi Cadorna dalla toponomastica cittadina. La proposta, presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Giuseppe Rea, è stata bocciata con 20 voti contrari, 2 favorevoli e un astenuto, ma ha riaperto un dibattito sul rapporto tra memoria storica, simboli pubblici e responsabilità istituzionali.
La mozione, la numero 562, invitava Sindaco e Giunta a cancellare l’intitolazione a Cadorna – comandante supremo dell’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale – seguendo l’esempio del Comune di Udine che nel 2011 aveva già scelto di rimuovere il suo nome. In alternativa, Rea proponeva di rinominare l’attuale piazza Luigi Cadorna in “Piazza dei Martiri di Guerra” o “Piazza del Milite Ignoto”, per rendere omaggio ai soldati caduti piuttosto che ai vertici militari.
Nel testo si richiamavano le responsabilità storiche attribuite al generale, dalla disfatta di Caporetto a una gestione del conflitto improntata a una disciplina estrema, agli attacchi frontali e alle decimazioni, pratiche che contribuirono a un numero elevatissimo di vittime. Una lettura critica della storia supportata anche dalle conclusioni della commissione parlamentare d’inchiesta del 1919, che tuttavia non ha trovato consenso in aula.
«Non si è voluto entrare nel merito storico e simbolico della proposta – commenta Giuseppe Rea – ma si è preferito respingerla con atteggiamenti che ritengo pretestuosi. La mia lealtà e correttezza in Consiglio verso la maggioranza talvolta non vengono ricambiate, con forme di ostruzionismo opinabili come in questo caso».
Il consigliere del Movimento 5 Stelle, però, rivendica una linea politica improntata al dialogo e alla responsabilità istituzionale. «Continuerò comunque a fare politica in modo costruttivo, al servizio dei cittadini di Verona – sottolinea – oggi ancora di più, considerando che il Consiglio sarà chiamato ad approvare un nuovo Piano di Assetto del Territorio. Il PAT definirà la pianificazione urbanistica e il futuro della nostra città, ed è su questi passaggi fondamentali che serve un confronto serio e leale, non chiusure pregiudiziali».
Secondo Rea, la bocciatura della mozione rappresenta un’occasione mancata per aprire una riflessione più ampia sul significato della toponomastica e sul messaggio che la città trasmette alle nuove generazioni. «I nomi delle piazze non sono mai neutri – ribadisce – raccontano una visione della storia e dei valori di una comunità».
Il voto contrario chiude formalmente la discussione, ma il tema resta sul tavolo del dibattito pubblico cittadino, insieme alle prossime scelte strategiche che segneranno il futuro urbanistico e identitario di Verona.





































