Rapporto “Misurare gli obiettivi di economia circolare nei centri urbani”: Milano primo Comune, Verona decima

 
 

Pubblicato dal Centro Studi in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico (CESISP) dell’Università di Milano-Bicocca il secondo Rapporto “Misurare gli obiettivi di economia circolare nei centri urbani: classifica italiana delle città più circolari e primi confronti a livello Europeo”. Milano risulta la città più circolare del nostro paese, seguita da Trento e Bologna, mentre si posiziona al decimo posto Verona (sulle venti città analizzate).


 

Il Rapporto è alla sua seconda edizione e ha l’obiettivo di costruire e aggiornare nel tempo un “Indice di Circolarità Urbana” (ICU) capace di valutare le politiche e le strategie messe in campo dai centri urbani sul fronte della sostenibilità.

Con questo documento il CESISP Centro Sudi in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico dell’Università di Milano-Bicocca ha aggiornato per il secondo anno il progetto di ricerca per la costruzione e la mappatura e comparazione del grado di circolarità urbana delle principali città italiane. Questo percorso – intrapreso nel 2019 usando come campione i dieci centri urbani più grandi in termini di popolazione – è stato aggiornato ed esteso ai venti centri italiani più rilevanti in termini di urbanizzazione (Aosta, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trento, Venezia, Verona).

Con un Indice di Circolarità Urbana pari a 7,7 su 10, Milano risulta la città più circolare del nostro paese, rispetto alle venti analizzate, anche grazie a sistemi di trasporto pubblico ramificati e apprezzati, servizi avanzati di car sharing, rete idrica efficiente, elevato livello di raccolta differenziata e alto fatturato delle attività di vendita dell’usato. Seguono le città di Trento e Bologna, rispettivamente con ICU pari a 7,5 e 7,2 mentre si posiziona al decimo posto Verona con 5,7.

Le città giocano un ruolo determinante nell’economia globale, basti pensare al fatto che oltre la metà della popolazione globale vive nelle aree urbane e che quest’ultime rappresentano l’85% circa della produzione del prodotto interno lordo. Inoltre, le città sono responsabili del 75% di consumo di risorse naturali, producono il 50% dei rifiuti globali e contribuiscono alle emissioni di gas climalteranti in percentuali importanti, tra il 60% e l’80% del totale delle emissioni prodotte.

Le città rappresentano anche il fulcro del progresso, dell’innovazione, della socialità, della sperimentazione di nuove forme di condivisione, della conoscenza e conseguentemente della crescita. Ma affinché si possa parlare di vera crescita questa deve essere sostenibile, offrendo le migliori condizioni di vita a chi le popola oggi senza pregiudicare il benessere delle future generazioni. Per questo motivo l’orientamento moderno mira allo sviluppo di città circolari fondate su una logica di valorizzazione delle risorse disponibili.

Questo studio è stato dato alle stampe in una fase in cui l’emergenza COVID ha fortemente condizionato gli stili di vita urbani. Questa pandemia tuttavia ha dimostrato che le città sono degli snodi cruciali della nostra società globale interconnessa. Nella speranza di superare in tempi rapidi questa emergenza, dobbiamo essere consapevoli – affermano gli Autori – che restano aperti problemi di lungo periodo: la dipendenza dall’uso di combustibili fossili, l’aumento delle emissioni di CO2, l’aria inquinata, un mercato immobiliare e un uso delle risorse disfunzionale, la perdita di biodiversità ed i problemi di divario sociale e di coesione tra la popolazione urbana.

La Commissione Europea, presentando l’ambizioso progetto Green New Deal nel gennaio 2020, ha collocato l’Economia Circolare al centro delle nuove politiche europee necessarie per raggiungere gli obiettivi sottoscritti a Parigi nel 2015.
Il nuovo pacchetto europeo sull’economia circolare si prefigge di promuovere un sistema di progettazione, produzione e consumo di beni e servizi, nonché la gestione dei rifiuti e il riutilizzo dei materiali all’interno del sistema economico nel quale l’uso efficiente delle risorse è il pilastro portante dello sviluppo sostenibile. La transizione verso un’economia circolare richiede che i cittadini si impegnino attivamente nel cambiamento dei propri modelli di consumo.

L’obiettivo dello studio è quello di verificare la relazione tra il nuovo modello proposto
dall’economia circolare e il nostro Paese analizzando il livello di circolarità raggiunto.
Per costruire l’indice di circolarità urbana sono stati presi in considerazione 28 indicatori, nelle prime venti città italiane per popolazione, suddivisi in cinque cluster o pilastri dell’economia circolare: il riutilizzo delle risorse, la condivisione sociale, la sostenibilità ambientale, la condivisione dei beni e l’uso efficiente di beni e risorse.

Gli indicatori che sono considerati possono infatti essere sviluppati come indicatori utili per l’analisi di impatto di nuove proposte normative o regolamentari o rappresentare un utile strumento per valutare l’efficacia postuma delle misure adottate.
Inoltre, per quanto ad ogni stato membro siano affidati obiettivi comunitari vincolanti, sia in materia di economia circolare che di sostenibilità, i redattori del Documento ritengono che che senza una diffusa attuazione partecipata questi obiettivi difficilmente potranno essere raggiunti. Infine, gli Autori ritengono che la dimensione di impatto sociale sia fondamentale anche per valutare gli effetti di molte politiche ambientali sul territorio che fino ad oggi hanno trascurato il rischio di effetti economici regressivi spesso penalizzando, sul piano dell’equità sociale le componenti della società urbana più disagiata.

Dai risultati ottenuti emergono risultati conformanti in un “triangolo circolare” costituito da Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna dove i risultati sono incoraggianti e si registrano valori grandi circa il doppio rispetto a quelli rilevati nel Sud Italia. Il risultato peggiore si riscontra in Sicilia, con le due principali città (Palermo e Catania) posizionate agli ultimi due posti della classifica finale.

All’estremo opposto troviamo i risultati riscontrati a Milano, che risulta essere la città più circolare d’Italia. Questo risultato deriva da una precisa pianificazione delle istituzioni
milanesi che sono state le precursori in Italia, e tra le prime in Europa, dell’applicazione dei
principi dell’economia circolare. Gli unici comuni che si avvicinano ai risultati ottenuti
da Milano sono Trento e Bologna. In questa edizione dell’Indice di Circolarità Urbana è stata effettuata una prima comparazione tra Milano e altre otto importanti città europee (Copenaghen, Berlino, Parigi, Amsterdam, Londra, Madrid, Praga, Bruxelles).

Dai risultati emersi da questa seconda analisi Milano si classifica al quarto posto rispetto alle nove città europee analizzate. La città europea più circolare tra il campione preso in esame risulta essere Copenaghen, che ha ottenuto ottimi risultati collocandosi nelle prime posizioni in tutti i cluster ad eccezione del cluster “gestione dei rifiuti” in cui si classifica quart’ultima. Al contrario la città europea meno circolare tra quelle da noi analizzate è Praga.

Lo scopo principale non è tanto redigere una classifica bensì quello di offrire un contributo di analisi a disposizione delle amministrazioni pubbliche per aiutare a cogliere i punti di forza e di debolezza delle politiche finora adottate. È convinzione degli Autori che le sfide della sostenibilità e dell’economia circolare dipendono soprattutto dalle politiche e dai servizi di prossimità del cittadino, in grado di plasmare l’ecosistema urbano e promuovere un sistema economico inclusivo, privo di sprechi e più equo e sostenibile.

Alberto Speciale

 
 
Alberto Speciale
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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