Quando gli alberi diventano un rischio: controlli, abbattimenti e nuove insidie del clima

 
 

Il crollo di un grande platano a Bologna, avvenuto nei giorni scorsi durante un violento temporale, ha sfiorato la tragedia. L’albero, già considerato a elevatissima pericolosità e per il quale era stato previsto l’abbattimento, si è spezzato sotto l’azione combinata di vento e pioggia, facendo precipitare la chioma all’interno del giardino di una scuola elementare. Il fusto è rimasto in bilico sulla rete che delimita il cortile.

Un episodio che riporta al centro dell’attenzione un tema particolarmente delicato anche a Verona: la sicurezza delle alberature urbane e la gestione degli alberi che presentano condizioni di rischio.

A Bologna l’abbattimento della pianta era stato programmato dal Comune proprio sulla base delle valutazioni sulla sua pericolosità, ma l’intervento era stato successivamente bloccato e riprogrammato dopo le proteste. Una vicenda che, anche alla luce di quanto accaduto, riapre il confronto sull’equilibrio tra tutela del patrimonio arboreo e sicurezza delle persone.

Un tema che riguarda tutte le città e che negli ultimi anni è stato accompagnato da numerosi episodi di cronaca. Se a Bologna il cedimento non ha provocato vittime, in altre occasioni le conseguenze sono state ben più gravi: alberi caduti durante forti temporali hanno provocato vittime e feriti a Venezia, Roma, Legnano, Robecchetto con Induno e Ferrandina. Proprio a Ferrandina, in provincia di Matera, negli ultimi due anni si sono registrati 27 feriti e due decessi legati alla caduta improvvisa di alberi durante eventi temporaleschi.

Il cambiamento climatico mette sotto pressione gli alberi

Oltre ai fattori legati all’età, alle caratteristiche della pianta e alle condizioni del terreno, il cambiamento climatico sta incidendo sempre più anche sulla salute delle alberature urbane.

Ondate di calore più frequenti, periodi prolungati di siccità, temperature elevate, precipitazioni intense e fenomeni meteorologici estremi sottopongono gli alberi a condizioni di stress che possono aumentarne la vulnerabilità.

«Gli alberi sono un patrimonio prezioso da tutelare – sottolinea l’assessore ai Giardini, Federico Benini – ma il cambiamento climatico rende la loro gestione sempre più complessa. Ogni abbattimento è l’ultima soluzione possibile e viene deciso esclusivamente sulla base di valutazioni tecniche. Servono competenza, controlli costanti e anche comportamenti prudenti da parte di tutti».

Una posizione che pone al centro la necessità di distinguere tra un abbattimento deciso per ragioni di sicurezza e una generica manutenzione del verde. Quando un albero presenta condizioni di grave instabilità, infatti, la scelta di intervenire non nasce da una valutazione estetica, ma dalla necessità di ridurre un potenziale rischio per le persone.

Le difficili condizioni degli alberi in città

A spiegare quanto sia complessa la gestione delle alberature urbane è Francesco Donini, dottore forestale di Amia Verona.

«Gli alberi rappresentano una componente essenziale del paesaggio urbano: migliorano la qualità dell’aria, offrono ombra, rendono più vivibili le strade e contribuiscono al benessere fisico e psicologico di chi vive la città».

Allo stesso tempo, però, «le condizioni di vita degli alberi in ambito urbano restano particolarmente difficili, tra inquinamento, scarsa disponibilità d’acqua, isole di calore e temperature elevate».

Le ondate di calore estive, sempre più frequenti, «mettono ulteriormente sotto pressione gli esemplari maturi, rendendoli più vulnerabili a malattie, carie interne e cedimenti strutturali».

Per questo, spiega Donini, l’amministrazione comunale effettua «controlli periodici, valutazioni tecniche e, quando necessario, analisi strumentali per verificare la stabilità delle piante». Attività svolte da professionisti qualificati, incaricati di individuare eventuali criticità e proporre gli interventi più adeguati.

Quando si rende necessario abbattere un albero

L’abbattimento di una pianta rappresenta sempre una scelta delicata. Diventa necessario quando le valutazioni tecniche evidenziano condizioni tali da non consentire di garantire adeguati livelli di sicurezza.

Tra le principali criticità possono rientrare gravi difetti strutturali, un apparato radicale compromesso, problemi interni del legno o un elevato rischio di cedimento.

La sicurezza assume un’importanza ancora maggiore nei luoghi caratterizzati da una forte presenza di persone: parchi giochi, marciapiedi, parcheggi, aree scolastiche e spazi pubblici.

Ed è proprio il caso di Bologna a ricordare quanto sia importante intervenire prima che una situazione di pericolo si trasformi in un incidente.

Tomografie, resistografie e prove di trazione

La gestione del patrimonio arboreo urbano richiede quindi competenze specialistiche e monitoraggi continui.

«La gestione delle alberature urbane – sottolinea Donini – richiede competenze tecniche, monitoraggi costanti e interventi mirati».

Oggi i professionisti possono contare anche su strumenti avanzati per valutare le condizioni degli alberi, tra cui tomografie, resistografie e prove di trazione, che permettono di analizzare la struttura interna delle piante e verificarne la stabilità.

Ma non tutto può essere previsto.

Esistono infatti fenomeni naturali che possono manifestarsi anche in alberi apparentemente sani e che risultano difficili, se non impossibili, da prevedere con certezza.

Il fenomeno del Summer Branch Drop

Tra questi c’è il Summer Branch Drop, un fenomeno ancora relativamente poco conosciuto ma particolarmente insidioso.

Si tratta della rottura improvvisa di una grossa branca durante le giornate estive più calde, anche in assenza di vento. Può interessare alberi adulti di grandi dimensioni e, in alcuni casi, anche esemplari che non presentano evidenti segnali di malattia o instabilità.

Il fenomeno viene associato allo stress termico e idrico a cui la pianta è sottoposta durante i periodi di caldo intenso. Tra le specie che possono risultare maggiormente interessate vengono indicate cedri, pini, eucalipti e alcune grandi latifoglie.

Proprio per questo, nelle giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate, viene raccomandata prudenza, evitando di sostare a lungo sotto alberi di grandi dimensioni, soprattutto nelle aree verdi cittadine.

La tutela del verde urbano e la sicurezza pubblica, dunque, non sono necessariamente obiettivi contrapposti. La sfida per le amministrazioni è riuscire a preservare il maggior numero possibile di alberi garantendo, allo stesso tempo, condizioni di sicurezza per cittadini e frequentatori degli spazi pubblici.

«Nonostante l’impegno dei professionisti e l’utilizzo di tecniche avanzate – conclude Donini – alcuni fenomeni naturali, come il Summer Branch Drop, non sono prevedibili. La collaborazione dei cittadini, attraverso comportamenti prudenti e consapevoli, contribuisce a garantire la sicurezza e a valorizzare il patrimonio verde della città».