Quale futuro per il Garda: “Non servono bacchette magiche ma politiche concrete”

 
 

I buoni propositi sbandierati da ogni parte politica in questa anomala campagna elettorale fanno quasi pensare che, negli ultimi decenni, il territorio sia stato governato da marziani. La realtà, però, è ben diversa: ampie aree della provincia scaligera, a partire dal lago di Garda, versano ancora in condizioni critiche. E mentre i problemi restano gli stessi, la discussione politica continua a inseguire miraggi e soluzioni improvvisate invece di affrontare le questioni strutturali.

Il nodo principale resta quello infrastrutturale. Molti centri lacustri sono tuttora privi di un sistema fognario adeguato e la tanto decantata ferrovia del Garda, rilanciata dalla Regione nei mesi scorsi, rimane per ora solo una linea tracciata su una cartina. “A differenza di Venezia – sottolineano da Alleanza Verdi e Sinistra – per Verona non è stato stanziato neppure un euro.”

Con oltre 12 milioni di presenze turistiche l’anno solo sul versante veronese, e un’urbanizzazione che continua a espandersi in spregio alla legge regionale contro il consumo di suolo, il Garda ha raggiunto il limite massimo di sostenibilità. Lo dimostrano una viabilità sempre più congestionata e le inchieste, giornalistiche e giudiziarie, su interventi edilizi e infrastrutturali invasivi o di dubbia regolarità.

“La tutela del Lago – afferma Michele Bertucco, candidato al Consiglio regionale veneto per Avs – non può basarsi su formule magiche o opere spot, ma su una politica costante e coerente che metta al centro l’equilibrio ambientale e la qualità della vita dei residenti.”

Di questi temi si discuterà domani sera, venerdì 7 novembre alle 20.30, nella sala riunioni del Centro polifunzionale di Lazise (ex scuola di via Roma), durante l’incontro pubblico “Quale futuro per il Garda”. Interverranno Michele Bertucco e Barbara Gelmetti, candidati Avs, con l’introduzione di Lorenzo Albi, portavoce di Europa Verde Verona.