Prun, è scontro politico sugli aiuti alle famiglie colpite

 
 

A oltre quattro mesi dall’esplosione che il 24 febbraio ha provocato il crollo di una palazzina a Prun di Negrar, causando una vittima, tre feriti e numerosi sfollati, si accende il confronto politico sulla gestione degli aiuti alle famiglie coinvolte.

La consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon ha depositato un’interrogazione rivolta al presidente della Regione Veneto, sostenendo che i nuclei colpiti dalla tragedia si trovino ancora in una situazione di forte precarietà economica e abitativa.

Bigon: «Famiglie ancora senza risposte»

Secondo Bigon, nonostante gli impegni assunti pubblicamente nei giorni successivi all’esplosione, le famiglie non avrebbero ancora ricevuto indicazioni chiare sui tempi e sulle modalità degli aiuti.

La consigliera ricorda che l’area interessata dal crollo è tuttora sotto sequestro giudiziario e chiede alla Giunta regionale di chiarire:

  • quali misure economiche e abitative siano state attivate;
  • se siano previsti interventi attraverso Ater Verona;
  • come la Regione intenda coordinarsi con Comune e Provincia;
  • quali siano i tempi per garantire un sostegno concreto alle famiglie.

Bigon evidenzia inoltre che la normativa regionale sulla Protezione civile e quella relativa all’edilizia residenziale pubblica prevedrebbero strumenti utilizzabili per affrontare situazioni di emergenza.

La replica di Borchia

Alle accuse risponde il segretario provinciale della Lega e capodelegazione del partito al Parlamento europeo, Paolo Borchia, che definisce le dichiarazioni della consigliera dem «infondate».

Secondo Borchia, la Regione Veneto avrebbe avviato i contatti con il Comune di Negrar già dal giorno successivo all’esplosione, mantenendo un confronto costante con gli amministratori locali e verificando la disponibilità di alloggi pubblici insieme agli uffici competenti.

L’esponente della Lega sostiene inoltre che, grazie alla collaborazione tra Regione, Ater Verona e Comune di Negrar, siano già state individuate soluzioni abitative per le famiglie che ne avevano necessità.

«Nessun alloggio disponibile a Negrar»

Borchia sottolinea infine come nel territorio comunale di Negrar non fossero disponibili alloggi di edilizia residenziale pubblica né comunali né Ater, elemento che avrebbe reso più complessa la ricerca di sistemazioni.

Per questo motivo, conclude il segretario provinciale della Lega, la Regione avrebbe comunque continuato a lavorare per individuare soluzioni alternative, respingendo le accuse di inerzia e invitando a evitare polemiche politiche su una vicenda che coinvolge famiglie ancora alle prese con le conseguenze dell’esplosione.