L’illuminazione artistica di Ponte Nuovo accende lo scontro politico a Palazzo Barbieri. Dopo il comunicato congiunto dei consiglieri comunali di opposizione Nicoló Zavarise, Luigi Pisa e Anna Bertaia, che hanno denunciato l’ennesima promessa non mantenuta sull’illuminazione scenografica sotto le arcate del ponte, arriva la replica dell’assessore a Strade e Giardini Federico Benini.
Secondo i tre esponenti del centrodestra, l’assenza delle luci rappresenterebbe «una fotografia del fallimento politico e amministrativo» dell’assessore. Nel mirino finiscono gli annunci fatti nel marzo 2025, quando Benini aveva parlato di un progetto di valorizzazione con illuminazione dal basso, definita “scenografica” e realizzata con il coinvolgimento del Politecnico di Milano e di Agsm. A distanza di mesi, sostengono i consiglieri, «Ponte Nuovo è ancora al buio, senza alcuna traccia concreta di quanto promesso».
L’opposizione ricorda inoltre i ritardi complessivi dell’opera: il ponte, da cronoprogramma, avrebbe dovuto essere completato entro il 2023, mentre la riapertura è avvenuta soltanto nell’estate del 2025. Una gestione che, secondo Zavarise, Pisa e Bertaia, sarebbe stata caratterizzata da rinvii, giustificazioni e mancanza di assunzione di responsabilità politica.
La replica di Benini: «Luci entro marzo, Verona sta funzionando»
Alle accuse risponde l’assessore Federico Benini, che ammette il ritardo ma ridimensiona la portata della polemica. «Il centrodestra oggi mi attacca per i tempi dell’illuminazione artistica sotto le arcate di Ponte Nuovo – dichiara –. Su un punto ha ragione: l’intervento non è ancora concluso e verrà completato entro il mese di marzo».
Benini sottolinea però come si tratti di «un’opera aggiuntiva di valorizzazione» e non di un disservizio strutturale. «Ponte Nuovo è stato riaperto e restituito alla città dopo anni di attesa ed è oggi pienamente fruibile», afferma l’assessore, respingendo l’idea di un fallimento amministrativo.
Poi l’affondo politico: «Se oggi le principali critiche dell’opposizione riguardano i tempi di un’illuminazione scenografica, significa che Verona sta funzionando, che le emergenze reali sono state affrontate e che il dibattito si è spostato su interventi di qualità urbana».
Il confronto resta aperto, con l’opposizione che chiede tempi certi e l’assessore che assicura il completamento dell’opera entro la primavera.





































