Ponte Nuovo resta al buio e la polemica politica si riaccende. A puntare il dito contro l’amministrazione comunale e, in particolare, contro l’assessore ai Lavori pubblici Federico Benini, sono i consiglieri comunali di opposizione Nicoló Zavarise, Luigi Pisa e Anna Bertaia, che parlano apertamente di «promesse non mantenute» e di «fallimento politico e amministrativo».
Nel mirino dei consiglieri finiscono le dichiarazioni rilasciate dall’assessore nel marzo 2025, quando era stata annunciata una illuminazione scenografica per il ponte, con luci dal basso e un progetto di valorizzazione affidato al Politecnico di Milano, in collaborazione con Agsm. Un intervento che, secondo quanto dichiarato allora, avrebbe dovuto restituire al ponte un ruolo centrale anche dal punto di vista estetico e urbano.
A distanza di mesi, però, la situazione appare ben diversa. «Siamo all’inizio del 2026, le festività natalizie sono ormai concluse, ma Ponte Nuovo è completamente al buio – sottolineano i consiglieri –. Nessuna illuminazione, nessun progetto visibile, nessuna traccia di quanto annunciato».
Secondo Zavarise, Pisa e Bertaia, il caso dell’illuminazione mancata non rappresenta un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di una vicenda segnata da ritardi e rinvii. Il ponte, ricordano, avrebbe dovuto essere completato entro il 2023, secondo il cronoprogramma ufficiale, mentre la riapertura è avvenuta solo nell’estate del 2025. Un ritardo che l’assessore avrebbe più volte giustificato chiamando in causa imprevisti e fattori esterni.
«Si ripete sempre lo stesso schema: molte parole, pochi fatti e nessuna autocritica», attaccano i consiglieri, che chiedono ora chiarimenti precisi. L’opposizione sollecita Benini a spiegare «quando e se» Ponte Nuovo verrà completato come promesso, illuminazione compresa, e a «assumersi finalmente la responsabilità politica» di una gestione che, a loro giudizio, ha prodotto solo disservizi.
«Verona non ha bisogno di annunci – concludono – ma di amministratori capaci di rispettare tempi, impegni e promesse».





































