Più shopping e ristoranti, meno vacanze: l’estate dei consumatori veronesi

 
 

Verona si prepara all’estate 2026 con consumi improntati alla prudenza, ma senza rinunciare a shopping, ristorazione e benessere. È quanto emerge dall’indagine previsionale sui consumi estivi realizzata da Confcommercio Verona e Unioncamere Veneto su un campione di 600 residenti veneti.

Tra giugno e agosto, le principali voci di spesa per i veronesi saranno l’abbigliamento, le calzature e gli accessori, indicati dal 70% degli intervistati, alla pari con ristorazione, sagre ed eventi enogastronomici. Seguono benessere e cura della persona (61%), viaggi e vacanze (52%), libri (43%), attività e articoli sportivi (40%), prodotti per la casa (31%), elettronica (15%) e articoli di lusso (2%).

Il confronto con il dato regionale evidenzia una sostanziale convergenza, con alcune peculiarità. Verona si mostra leggermente più orientata agli acquisti di abbigliamento e alle attività sportive rispetto alla media veneta, mentre risulta più prudente sul fronte delle vacanze.

«Il quadro è quello di consumatori attenti e selettivi, ma non rinunciatari», sottolinea Paolo Arena. «Ristorazione, eventi, benessere e abbigliamento confermano un ruolo centrale nei consumi estivi».

L’indagine evidenzia come l’aumento del costo della vita continui a influenzare le scelte delle famiglie. A Verona il 79% degli intervistati dichiara infatti che inflazione e rincari incidono sulle proprie spese, un dato sostanzialmente allineato alla media regionale dell’80%.

Particolare attenzione è rivolta anche ai saldi estivi, che inizieranno il 4 luglio. Il 44% dei veronesi prevede di acquistare capi di abbigliamento, il 41% calzature, il 12% borse e accessori e il 2% altri prodotti. Sul fronte del budget, il 67% degli intervistati pensa di spendere quanto lo scorso anno, il 25% meno e il 9% di più.

«Il dato sui saldi conferma che non siamo di fronte a un crollo dei consumi, ma a una domanda più prudente e consapevole», osserva Arena. «Per molti negozi i saldi restano un momento strategico anche per consolidare il rapporto con la clientela. Il negozio fisico continua ad avere un valore importante quando sa offrire consulenza, fiducia e qualità».

Sul fronte delle vacanze, il 52% dei veronesi ha dichiarato che partirà durante l’estate, contro il 61% della media regionale. Tra coloro che viaggeranno, il 22% resterà in Veneto, il 64% sceglierà altre destinazioni italiane e il 33% opterà per l’estero.

L’indagine mette inoltre in luce la centralità del commercio tradizionale. Il 66% dei consumatori veneti continuerà infatti a privilegiare i negozi fisici rispetto agli acquisti online, mentre il 60% afferma di orientare le proprie scelte principalmente sulla qualità dei prodotti e dei servizi.

«Il messaggio è chiaro – evidenzia Nicola Dal Dosso –: il prezzo conta, ma non basta. I consumatori cercano qualità, affidabilità, relazione, professionalità e servizi. È su questi elementi che il terziario veronese può continuare a competere, valorizzando la propria identità e il rapporto diretto con il cliente».

I dati delineano quindi un’estate all’insegna della cautela, ma anche della tenuta dei consumi, con famiglie attente alle spese ma ancora disposte a investire nel tempo libero, nel benessere personale e nelle esperienze di socialità.