La Giunta comunale ha approvato la firma degli accordi integrativi relativi all’anno 2025 per il personale e per i dirigenti del Comune, definendo i criteri di distribuzione delle risorse economiche destinate al comparto Funzioni Locali. Il provvedimento rappresenta l’esito di un confronto avviato nei mesi scorsi con le organizzazioni sindacali e la rappresentanza dei lavoratori, sottoscritto da tutte le sigle ad eccezione della Csa.
L’intesa, raggiunta al termine di una trattativa conclusa il 15 dicembre, si colloca nel perimetro delle disposizioni del contratto nazionale e delle linee di indirizzo fissate dall’amministrazione comunale. Tra gli elementi qualificanti dell’accordo figura anche l’apertura, in prospettiva, all’introduzione di strumenti di welfare aziendale.
Le risorse destinate al Fondo per l’anno 2025 sono state costituite e certificate nel rispetto dei vincoli di bilancio, ottenendo il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, che ne ha attestato la piena sostenibilità finanziaria.
«Esprimo soddisfazione per la firma dei due contratti decentrati del Comune di Verona, sia con il personale che con i dirigenti – ha dichiarato l’assessore al Personale, Michele Bertucco – al termine di un confronto lungo e talvolta complesso, che ha però consentito all’amministrazione di fornire risposte concrete alle richieste sindacali, mantenendo un dialogo costante e puntando al miglioramento del benessere lavorativo».
Per quanto riguarda il personale dipendente, nel 2025 il fondo destinato alla performance organizzativa e individuale ammonta a 2.858.552 euro, in aumento rispetto ai 2.447.803 euro stanziati nel 2024. È stato inoltre concordato il riconoscimento delle progressioni economiche maturate nell’anno precedente. A ciò si aggiunge uno stanziamento di 312.016 euro, destinato a finanziare l’attribuzione di nuovi differenziali stipendiali con decorrenza dal 1° gennaio 2025.
L’amministrazione comunale ha potuto accogliere parte delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali anche grazie all’utilizzo delle risorse previste dal decreto-legge 25/2025, che ha ampliato i margini di intervento sul fronte del trattamento economico del personale.





































