Clima teso in Consiglio comunale a Cerea, dove martedì, in seduta segreta perché dedicata a questioni di personale, è stata discussa un’interpellanza presentata dall’opposizione. Al centro del dibattito, un decreto sindacale di nomina che, secondo i consiglieri di minoranza, sarebbe stato adottato in violazione di legge.
La maggioranza, stando a quanto riferito dall’opposizione, avrebbe riconosciuto la fondatezza delle contestazioni. Dopo il deposito dell’interpellanza, avvenuto l’11 gennaio, il 16 gennaio il sindaco ha infatti annullato il proprio decreto, che attribuiva a un alto funzionario una posizione di responsabilità con un compenso aggiuntivo di circa 15mila euro.
«Abbiamo svolto correttamente il nostro ruolo di controllo – sottolinea la capogruppo Alessia Rossignoli – evitando potenziali danni all’Ente e possibili rilievi della Corte dei Conti. Peccato che, invece di un riconoscimento dell’errore, siano arrivati insulti generici senza entrare nel merito».
L’opposizione richiama anche il recente bilancio 2024 dell’Area Expo, chiuso con una perdita di 99mila euro, evidenziando come proprio dopo quel risultato sia stato avviato un cambio di impostazione, «anche grazie alla nostra collaborazione».
Il secondo caso: causa persa e polemiche sulle sanzioni
Durante il Consiglio è stato affrontato anche un secondo episodio, relativo a un alto funzionario che avrebbe omesso la nomina di un legale, determinando la perdita di una causa in contumacia con una condanna per il Comune superiore a 65mila euro. In questo caso, secondo l’opposizione, la sanzione comminata sarebbe stata di 300 euro, a fronte di una successiva nomina che comporterebbe un aumento retributivo di diverse decine di migliaia di euro.
«È così che si premia il merito?» chiede Paolino Bonfante, che paragona la situazione a quanto avverrebbe nel mondo dell’impresa. «Che organizzazione è mai questa – aggiunge – se sindaco e assessore al Personale non sono a conoscenza delle pratiche più rilevanti?».
Sulla stessa linea il consigliere Paolo Bruschetta, che richiama l’attenzione sull’impatto economico della vicenda: «Con 65mila euro si potrebbero fare molte cose utili per la comunità. Avevamo proposto una riduzione dell’addizionale Irpef, che sarebbe costata 30mila euro, ma ci è stata respinta per mancanza di risorse». Tra le alternative citate, anche il rafforzamento della sicurezza, con l’assunzione di agenti di Polizia locale o il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza.
L’opposizione ribadisce infine la propria linea: «Siamo stati eletti per controllare e migliorare l’azione amministrativa – conclude Rossignoli – e le intimidazioni non ci fermano, anzi rafforzano la nostra determinazione».




































