Perini replica a Tosi: «Sulla sicurezza le responsabilità sono del Governo»

 
 

È una replica diretta alle dichiarazioni del centrodestra sul tema della sicurezza quella affidata da Luca Perini, segretario provinciale di Sinistra Italiana Verona – Alleanza Verdi e Sinistra, che respinge le accuse rivolte all’amministrazione comunale di Damiano Tommasi.

Nel mirino di Perini, in particolare, le posizioni espresse da Flavio Tosi e da Forza Italia, che nei giorni scorsi hanno attribuito al Comune le responsabilità dell’aumento della criminalità in città.

«Ricordiamo al centrodestra – afferma Perini – che la pubblica sicurezza è una competenza del Governo e che lo stesso Governo Meloni, di cui fa parte anche Forza Italia, ha recentemente inferto un duro colpo alla lotta contro la criminalità».

Secondo il segretario provinciale di Sinistra Italiana, una delle scelte contestate riguarda la disciplina sulle intercettazioni.

«È stato ridotto il limite temporale delle intercettazioni a 45 giorni, anche per reati gravissimi come omicidio, rapina, sequestro di persona e violenza contro le donne. Una decisione che mette a rischio le indagini e l’individuazione degli autori di reati gravi», sostiene Perini.

Per l’esponente di AVS il tema della sicurezza non può essere affrontato esclusivamente con misure repressive.

«Siamo convinti che serva una visione chiara della sicurezza che non banalizzi la complessità del fenomeno e tenga conto anche del suo impatto sociale. Da questo Governo vediamo soprattutto repressione e propaganda, senza un’adeguata prevenzione sociale».

Perini richiama quindi la necessità di investire in percorsi educativi e di inclusione, soprattutto per i giovani.

«Si preferisce mettere i minorenni in carcere o ricorrere ai fermi preventivi, invece di accompagnarli in percorsi sociali e rieducativi, offrendo servizi e nuove opportunità».

Infine, il segretario provinciale sottolinea come la sicurezza passi anche attraverso il rafforzamento del welfare e del contrasto alla criminalità organizzata.

«La sicurezza è un bene pubblico fondamentale ma complesso. Servono politiche sociali efficaci, uno Stato sociale forte e un’azione concreta contro la criminalità organizzata, che continua a generare ogni anno volumi d’affari per decine di miliardi di euro, con pesanti ricadute sulla comunità tra lavoro nero, sfruttamento, usura, traffico di sostanze stupefacenti, rapine e omicidi».