Si conclude una delle fasi più importanti del percorso urbanistico avviato dal Comune di Verona: sono stati predisposti gli elaborati pianificatori del nuovo PAT, il Piano di Assetto del Territorio destinato a definire le regole di sviluppo della città per i prossimi vent’anni.
Un documento strategico che punta a superare il modello urbanistico novecentesco basato sulla separazione rigida tra funzioni – quartieri residenziali, aree produttive e zone dedicate ai servizi – per introdurre una visione più integrata, dove ambiente, mobilità, lavoro, abitare e infrastrutture vengono considerati elementi interconnessi.
La filosofia alla base del nuovo PAT è il passaggio dalla “città macchina” alla “città organismo vivente”: una realtà urbana capace di evolversi attraverso la rigenerazione dell’esistente, senza ulteriore consumo di territorio.
Il sindaco Damiano Tommasi, dopo la comunicazione ufficiale in Giunta, ha sottolineato il valore del lavoro svolto dagli uffici comunali e dalla vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli.
«In tempi ristretti è stato compiuto un importante lavoro. Una visione di città che rigenera invece di espandere – ha spiegato Tommasi -. Il PAT è un documento strategico perché definisce il modo in cui si pianifica il territorio e mette nero su bianco la visione di città che abbiamo».
Il sindaco ha ricordato anche il lungo confronto politico che ha accompagnato il percorso, caratterizzato da discussioni e momenti di tensione all’interno della maggioranza.
«Per trovare una soluzione condivisa serve un pizzico di insoddisfazione individuale, altrimenti la soluzione collettiva non è la migliore – ha dichiarato -. È un grande esercizio di politica: se siamo arrivati a questa fase è perché tutti i gruppi hanno messo davanti alle proprie posizioni il bene della città».
Le dieci strategie del nuovo PAT
Il nuovo Piano si fonda su dieci direttrici principali:
- Rigenerazione urbana: Verona crescerà all’interno della propria impronta urbana, recuperando aree dismesse e degradate.
- Natura come infrastruttura: verde, acqua e clima diventano elementi centrali della progettazione urbana.
- Transizione ecologica misurabile: viene introdotto l’Indice di Transizione Ecologica per valutare gli interventi.
- Politiche abitative: spazio a edilizia residenziale pubblica, housing sociale, studenti e anziani.
- Città pubblica e servizi di prossimità: maggiore attenzione ai quartieri e al welfare.
- Mobilità sostenibile: trasporto pubblico, piste ciclabili, intermodalità e sistema filoviario come nuova struttura urbana.
- Valorizzazione del patrimonio storico: il sito UNESCO, le fortificazioni e le archeologie industriali diventano risorse da valorizzare.
- Verona Sud e ZAI: le aree produttive vengono ripensate come luoghi di innovazione e nuova economia.
- Otto città dentro Verona: una lettura del territorio attraverso identità e vocazioni differenti.
- Nuovi strumenti di governo del territorio: perequazione, compensazioni, crediti edilizi e partecipazione.
Mobilità e filovia al centro della strategia
Tra i temi più rilevanti del nuovo PAT c’è la mobilità, indicata come uno degli elementi fondamentali per la trasformazione urbana.
Il documento punta sul potenziamento del trasporto pubblico, sulle dorsali ciclabili, sulla moderazione del traffico e sul sistema filoviario come nuova infrastruttura capace di ricucire parti della città.
Tommasi ha sottolineato come il lavoro sulla mobilità debba essere affrontato con un metodo scientifico: «Si implementa una soluzione, la si misura e, se non soddisfa, si lavora insieme per trovare una soluzione migliore».
Il percorso verso l’adozione definitiva
Gli elaborati saranno ora messi a disposizione di Giunta e Consiglio comunale. Prima dell’adozione definitiva da parte del Consiglio, il PAT dovrà acquisire diversi pareri tecnici: dalla verifica geologico-sismica alla compatibilità idraulica, fino alla procedura VAS e ai contributi delle Circoscrizioni e delle Direzioni comunali.
Con questo passaggio Verona entra quindi nella fase decisiva di una revisione urbanistica che punta a ridisegnare il rapporto tra città, ambiente e cittadini.
Una trasformazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà portare una Verona più sostenibile, accessibile e capace di valorizzare ciò che già esiste invece di consumare nuovo territorio.






























