Con l’approvazione della delibera n. 117/2025, il Comune di Verona avvia un nuovo modello di valorizzazione del complesso monumentale della Casa di Giulietta, del Cortile e del Teatro Nuovo, segnando un cambio di paradigma nella gestione di uno dei siti più visitati e simbolici della città. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio comunale con 22 voti favorevoli e 7 contrari.
L’obiettivo dell’amministrazione è superare una gestione emergenziale, legata soprattutto al sovraffollamento turistico e ai problemi di sicurezza, per adottare una visione strategica di lungo periodo fondata su tutela del patrimonio, qualità dell’esperienza culturale e sostenibilità economica.
Tommasi: “Scelta necessaria, ora passiamo dalle parole ai fatti”
Nel corso del dibattito in Aula, il sindaco Damiano Tommasi ha rivendicato la scelta dell’amministrazione come necessaria e coerente con un percorso già avviato:
«Siamo consapevoli che le decisioni strategiche richiedono tempo e continuità amministrativa. Questa è una di quelle scelte. Non esistono oggi alternative reali e la paura di decidere ha spesso prodotto immobilismo. Oggi scegliamo di assumerci la responsabilità delle soluzioni».
Il primo cittadino ha respinto le critiche legate al coinvolgimento dei privati, sottolineando che un accordo pubblico-privato equilibrato deve prevedere anche un legittimo profitto, condizione indispensabile per rendere operative soluzioni concrete. «Siamo convinti – ha aggiunto – che questo progetto migliorerà la sicurezza e arricchirà l’esperienza culturale della città».
Un percorso esperienziale tra Teatro Nuovo e Cortile di Giulietta
Il cuore del progetto è la realizzazione di un percorso culturale ed esperienziale che collega il Teatro Nuovo al Cortile di Giulietta. L’accesso avverrà dal teatro, attraverso un nuovo allestimento multimediale museale dedicato al mito di Romeo e Giulietta e alla storia del luogo, integrando linguaggi teatrali, cinematografici e narrativi. Dal foyer i visitatori accederanno al Cortile, con uscita ordinata su via Cappello.
Il percorso è stato autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed è già stato sperimentato tra il 2022 e il 2025.
Ugolini: “Visione strategica e regia pubblica salda”
L’assessora alla Cultura e al Turismo Marta Ugolini ha sottolineato come il progetto nasca da circa tre anni di lavoro congiunto tra competenze giuridiche, culturali, gestionali e tecniche. La partnership coinvolge il Comune di Verona, la Società del Teatro Nuovo e la Fondazione Atlantide, con un equo riconoscimento ai comproprietari degli immobili.
La regia resta saldamente pubblica: la Casa di Giulietta rimane di proprietà comunale, la supervisione culturale e la biglietteria restano in capo al Comune attraverso i Musei Civici. «Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi – ha evidenziato Ugolini – Verona è chiamata a farsi trovare pronta. Ogni giorno perso in discussioni è un’opportunità mancata per migliorare il turismo culturale della città».
Sicurezza e gestione dei flussi al centro del progetto
Un elemento centrale riguarda la sicurezza e la gestione dei flussi. Il nuovo assetto prevede accessi contingentati per fasce orarie, una capienza massima definita per l’intero percorso e sistemi di monitoraggio in tempo reale.
L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi ha ricordato come il tema sia stato affrontato fin dall’inizio del mandato: «L’urgenza era reale e riguardava sicurezza, vivibilità e tutela di un luogo unico, senza modelli analoghi in Italia». Zivelonghi ha ribadito che l’ingresso dal Teatro Nuovo è l’unica soluzione praticabile, come confermato anche da precedenti deliberazioni del Consiglio comunale e da una nota del Questore.
Il modello economico e le garanzie pubbliche
Il progetto prevede una struttura organizzativa completa che comprende presidio del sito, manutenzione, pulizia, assicurazioni e comunicazione. La gestione operativa quotidiana è affidata alla Fondazione Atlantide, mentre la Società del Teatro Nuovo sostiene direttamente gli investimenti strutturali e tecnologici, senza costi di affitto per il Comune.
I costi fissi annui, stimati in circa 995 mila euro, sono stati asseverati tecnicamente. I ricavi generati rappresentano valore aggiuntivo rispetto agli introiti già esistenti e consentono al Comune un margine prudenziale superiore ai 400 mila euro annui. L’accordo prevede inoltre strumenti di tutela stringenti: comitato di monitoraggio, clausole di rinegoziazione e possibilità di recesso in caso di venir meno dell’interesse pubblico.
Il dibattito politico in Consiglio
Nel dibattito consiliare non sono mancate le critiche. Federico Sboarina (Battiti) ha giudicato sproporzionata la ripartizione dei benefici a favore dei privati, mentre altri consiglieri di opposizione hanno sollevato perplessità su tempistiche, metodo e assenza di evidenza pubblica.
Di segno opposto gli interventi della maggioranza, che hanno definito l’accordo una svolta storica per la città. Secondo Pietro Giovanni Trincanato (Traguardi), si tratta di «un cambio di paradigma che restituisce alla città uno dei suoi luoghi più emblematici, garantendo sicurezza, sostenibilità e controllo pubblico». Pieno sostegno anche dal Partito Democratico e dalla Lista Damiano Tommasi Sindaco, che hanno parlato di una soluzione attesa da anni per risolvere un problema strutturale e migliorare la qualità dell’offerta culturale di Verona.



































