Parola fine sul PUA Ai Tigli: respinti quattro ricorsi dei privati

 
 

È definitiva la conclusione della lunga vicenda urbanistica del Piano Urbanistico Attuativo “Ai Tigli” di Montorio. Con la sentenza n. 6236 del 2026, pubblicata il 3 agosto, la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha respinto tutti e quattro gli appelli presentati dalla società La Fossetta Srl e dai proprietari dei terreni contro il Comune di Verona, confermando la decadenza della scheda norma 159 e mettendo fine a un contenzioso durato oltre tredici anni.

La vicenda riguarda un progetto che prevedeva la realizzazione di circa 120 appartamenti su un’area agricola all’ingresso di Montorio, nel delicato ambito delle risorgive. L’intervento era nato con il Piano degli Interventi approvato nel 2011 e nel 2013 era stato sottoscritto un accordo di pianificazione tra Comune e privati, con la previsione di un contributo di sostenibilità garantito da una fideiussione da rinnovare annualmente.

Secondo quanto ricostruito dall’assessore al Bilancio Michele Bertucco, proprio quella garanzia si rivelò però priva di valore. La polizza, emessa dalla compagnia rumena LIG Insurance, perse infatti efficacia dopo la revoca dell’autorizzazione all’esercizio e il successivo fallimento della società assicuratrice. Da quella scoperta scaturirono la diffida del Comune nel 2019, il mancato deposito di una nuova fideiussione e la successiva delibera che decretò la decadenza della scheda urbanistica.

Il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità dell’operato dell’Amministrazione comunale, precisando che la convenzione è stata risolta per grave inadempimento in applicazione della clausola risolutiva espressa prevista dall’accordo. I giudici hanno evidenziato come la convenzione sia rimasta priva di copertura fideiussoria per oltre due anni e come i soggetti attuatori non abbiano provveduto, nemmeno dopo l’avvio del procedimento, a sostituire la garanzia.

Per Palazzo Spada, le fideiussioni rappresentano un elemento essenziale delle convenzioni urbanistiche e la loro mancanza costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione dell’accordo. Respinto il ricorso principale, sono stati dichiarati improcedibili anche gli altri appelli relativi alle successive varianti urbanistiche.

Secondo Bertucco, la sentenza rappresenta una conferma della correttezza delle scelte compiute dal Comune a tutela dell’interesse pubblico e del territorio. L’assessore sottolinea come la decisione salvaguardi un’area particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, evitando l’edificazione di circa 37.500 metri quadrati nel cuore delle risorgive di Montorio.

Con questa pronuncia si chiude definitivamente una delle più controverse vicende urbanistiche veronesi degli ultimi anni, lasciando l’area di via dei Tigli fuori dagli ambiti di urbanizzazione consolidata e preservandone la destinazione agricola.