Un importante riconoscimento internazionale premia l’eccellenza della sanità veronese. L’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Borgo Trento, diretta dal professor Stefano Uccella, ha ottenuto l’accreditamento della Società Europea di Oncologia Ginecologica (ESGO) per la chirurgia del carcinoma ovarico, una certificazione riservata a pochissimi centri in Italia.
Il riconoscimento attesta l’elevata qualità dell’assistenza offerta alle donne affette da questa complessa patologia e certifica il rispetto dei più alti standard europei in termini di competenze chirurgiche, organizzazione, multidisciplinarietà e ricerca scientifica.
Primo centro del Triveneto per numero di pazienti trattati
L’Unità operativa dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento rappresenta oggi il primo centro del Triveneto per numero di pazienti operate per carcinoma ovarico, secondo i dati del Programma Nazionale Esiti pubblicato annualmente da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Il centro è diventato un punto di riferimento anche per pazienti provenienti da fuori regione. Per facilitare la presa in carico è stato attivato un indirizzo e-mail dedicato e, dalla prima visita all’intervento chirurgico, trascorrono mediamente non più di 30 giorni.
Una certificazione che premia qualità e organizzazione
L’accreditamento ESGO viene assegnato soltanto ai centri che dimostrano di possedere elevati standard di qualità nella chirurgia oncologica ginecologica.
La valutazione prende in esame numerosi indicatori, tra cui il volume di attività, le competenze specialistiche, l’organizzazione del percorso di cura, la multidisciplinarietà e l’attività di ricerca.
La certificazione ha validità quinquennale e viene rinnovata solo dopo una nuova verifica del mantenimento o del miglioramento degli standard richiesti.
Otto specialità coinvolte nella cura delle pazienti
Uno degli elementi distintivi del modello veronese è l’approccio multidisciplinare.
La Ginecologia oncologica lavora infatti in stretta collaborazione con otto Unità operative, tra cui Chirurgia generale ed Esofago e Stomaco, Anestesia e Rianimazione, Urologia, Chirurgia vascolare, Chirurgia plastica e ricostruttiva, Radiologia, Anatomia patologica e Oncologia medica.
Nel carcinoma ovarico avanzato, infatti, gli interventi possono essere particolarmente complessi e richiedono il coinvolgimento simultaneo di diversi specialisti per rimuovere tutta la malattia visibile e garantire il miglior percorso terapeutico.
Ricerca e innovazione al servizio delle pazienti
Accanto all’attività clinica, il centro veronese investe anche nella ricerca scientifica.
La natura universitaria dell’Azienda ospedaliera consente infatti di sviluppare tecniche innovative, partecipare a studi clinici internazionali e offrire alle pazienti l’accesso alle più recenti strategie terapeutiche contro il carcinoma ovarico.
Uccella: «Un riconoscimento al lavoro di squadra»
«L’accreditamento ESGO riconosce la qualità del lavoro di questi anni e pone Verona come capofila nella lotta a una malattia molto difficile, ma contro la quale oggi le donne possono avere una speranza in più – afferma il professor Stefano Uccella, direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia –. È il frutto di un grande lavoro di squadra e certifica l’elevata qualità delle cure offerte alle pazienti».
Il direttore ha voluto ringraziare il proprio gruppo di lavoro e tutti gli specialisti coinvolti nel percorso multidisciplinare.
«Negli ultimi cinque anni il numero degli interventi per carcinoma ovarico è aumentato in modo significativo. È un segnale della fiducia che la città, la provincia e gli ospedali del territorio ripongono nel nostro centro».






























