Olimpiadi, il Pd dice no alla presenza dell’ICE

 
 

Il Partito Democratico di Verona esprime una netta contrarietà all’eventuale coinvolgimento dell’ICE – Immigration and Customs Enforcement o di altri apparati repressivi statunitensi nel contesto dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026. A renderlo noto sono il segretario provinciale Franco Bonfante e i consiglieri regionali Gianpaolo Trevisi e Anna Maria Bigon, che richiamano i valori fondanti dello spirito olimpico.

“Olimpiadi e Paralimpiadi incarnano da sempre i valori di pace, fratellanza e rispetto della dignità umana – si legge nella dichiarazione –. Per questo motivo non possiamo accettare la presenza di organismi che hanno fatto ricorso a metodi brutali e lesivi dei diritti fondamentali delle persone”.

Il Pd veronese prende così le distanze dal coinvolgimento delle forze speciali statunitensi, in particolare dell’ICE, che sotto l’amministrazione Trump è stata più volte al centro di polemiche internazionali per operazioni di uccisioni e deportazioni.

Un tema particolarmente sensibile per Verona, chiamata a ospitare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e quella di apertura delle Paralimpiadi. “Proprio perché la nostra città sarà palcoscenico dei valori olimpici – sottolinea il consigliere regionale Gianpaolo Trevisi – non possiamo accettare che il messaggio venga distorto o sovrapposto alle immagini di violenza e aggressività che l’ICE ha veicolato nel mondo. Le Paralimpiadi, in particolare, celebrano il superamento delle barriere, non la segregazione”.

Sulla stessa linea la consigliera regionale Anna Maria Bigon, che ribadisce come “al centro delle politiche debba esserci sempre il rispetto della persona. Nessuna emergenza, reale o presunta, può giustificare metodi violenti e denigratori. Verona è una città aperta e solidale e i Giochi devono restare un territorio neutro, dedicato allo sport e all’incontro”.

A chiudere l’intervento è il segretario provinciale Franco Bonfante, che chiede “al comitato organizzatore e alle istituzioni locali di fare chiarezza e di garantire che lo spirito olimpico sia preservato da contaminazioni che nulla hanno a che fare con il diritto internazionale e con la nostra Costituzione”.

“Verona – conclude – è città di pace e di dialogo, valori non negoziabili che devono restare il nucleo fondante degli eventi che ci apprestiamo a ospitare”.