Numeri, non speranze. E se il pessimismo serve, meglio usarlo prima che piangere dopo

 
 

Dopo le considerazioni espresse a margine della gara Hellas Verona vs Inter, mai avrei pensato di essere paragonato ad uno iettatore. Si è innescato una specie di botta e risposta bambinesco, una sorta di gioco di specchi che, più che stimolare il dibattito, lo distorce.

Prendiamo i fatti. Il mio pezzo non è un’analisi dolce, questo è chiaro. Ma è costruito su dati, proiezioni e tendenze concrete, seppur con una forte dose di pessimismo. Un pessimismo invocato per scongiurarlo, non per augurarlo. Questo credevo fosse evidente. Mi sbagliavo.

E allora, quando leggo chi punta il dito scrivendo di “sfiga” o “pessimismo cosmico”, penso che stia confondendo la cronaca dei fatti con la fede calcistica. È legittimo sperare, ma anteporre la speranza ai numeri, disconoscendo di fatto la classifica e la realtà del campo, è un esercizio da sfasati.

Difendere l’Hellas Verona, per quanto mi riguarda, non significa chiudere gli occhi e recitare il rosario del “ce la faremo”. Significa guardare in faccia la situazione: la classifica è quella che è e la prospettiva di un mercato di gennaio in stile “vendere per rientrare” non è un’invenzione, ma una possibilità concreta.

Proprio per questo, ritengo che piuttosto di fare da megafono alle speranze, sia molto meglio essere freno alle derive. Scrivere “attenzione, così non va” non è gufare: è esercitare il diritto e il dovere di critica.

Perché chi racconta il Verona deve anche, quando serve, anticipare gli scenari peggiori per evitarli, “bruciarli” sul nascere, come si suol dire.

In fondo, la differenza è tutta qui: c’è chi confonde la passione per la squadra con la rinuncia al giudizio critico, e chi invece crede che l’amore per questi colori si dimostri anche, e soprattutto, dicendo la verità, quando fa male.

Se poi qualcuno preferisce il conforto delle illusioni alle fredde percentuali, buon per lui. Ma i conti, alla fine, li farà il campo. E il campo, purtroppo, non legge gli editoriali: legge la classifica.

MC