Nomine sanità veneta, il Pd attacca la Giunta: «Metodo opaco»

 
 

La delibera approvata dalla Giunta regionale del Veneto il 30 dicembre, che avvia la procedura per la nomina dei direttori generali delle Ulss e delle Aziende ospedaliere e universitarie, accende lo scontro politico in Consiglio regionale. Il gruppo del Partito Democratico chiede un cambio di passo e denuncia l’assenza di un confronto istituzionale preventivo su scelte che avranno un impatto determinante sul futuro della sanità veneta.

Secondo i consiglieri dem, pur trattandosi formalmente di una competenza della Giunta, le decisioni che deriveranno dalla procedura di nomina incideranno in modo profondo sull’organizzazione, l’efficienza e la qualità del servizio sanitario regionale nei prossimi anni. Proprio per questo, sottolineano, è «inaccettabile» che il Consiglio regionale e le forze di minoranza siano state completamente escluse dal confronto su criteri, indirizzi e priorità.

«Distanza tra parole e fatti»

Nel mirino del Pd finisce anche il Presidente Stefani, accusato di non aver rispettato gli impegni assunti in Aula. «In Consiglio aveva annunciato un cambio di metodo, fondato su maggiore dialogo e coinvolgimento dell’assemblea – evidenziano i consiglieri – ma alla prima occasione concreta si procede senza alcun confronto preventivo». Un avvio definito «pessimo», che solleva dubbi sulla credibilità delle promesse di discontinuità e sul reale significato del cosiddetto “nuovo metodo”.

La richiesta: coinvolgere la Commissione Sanità

Il gruppo Pd chiede che la Commissione Sanità venga coinvolta prima delle nomine, per un confronto trasparente e approfondito su alcuni punti chiave:

i criteri di selezione e valutazione dei candidati; il ruolo della Commissione di esperti e le garanzie di imparzialità; le esigenze specifiche delle singole Ulss e delle Aziende ospedaliere e universitarie, a partire dalle principali criticità: liste d’attesa, equilibrio economico-finanziario, carenza di personale, integrazione tra territorio e ospedale, ricerca e didattica.

«La discrezionalità non diventi opacità»

I consiglieri dem precisano che la richiesta non mira a mettere in discussione le prerogative della Giunta, ma a riaffermare un principio di correttezza istituzionale e trasparenza, in linea con lo spirito del D.Lgs. 171/2016. «La discrezionalità politica – sottolineano – non può mai tradursi in opacità».

«La sanità pubblica non è terreno di nomine fiduciarie – conclude il gruppo Pd – ma un bene comune che riguarda milioni di cittadini veneti. Escludere la minoranza dal confronto significa impoverire il dibattito e indebolire la qualità delle scelte».

Per questo il Partito Democratico annuncia che chiederà formalmente:

un’audizione dell’Assessore alla Sanità in Commissione; la condivisione preventiva dei criteri di valutazione; un confronto sulle priorità strategiche delle aziende sanitarie prima delle decisioni finali.

Le dichiarazioni sono firmate dai consiglieri regionali Pd Giovanni Manildo, Anna Maria Bigon, Antonio Marco Dalla Pozza, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montaniarello, Gianpaolo Trevisi e Monica Sambo.