Neofascismo, associazioni e partiti veronesi fanno fronte comune

 
 

È previsto dal 10 al 13 settembre in provincia di Verona l’evento organizzato da CasaPound Italia, iniziativa che ha già provocato la reazione di un ampio fronte di associazioni, sindacati e forze politiche del territorio. Il programma, secondo quanto riferito dai promotori della protesta, prevede concerti e momenti di incontro e dibattito, sulla scia di un appuntamento organizzato nei giorni scorsi in Trentino e caratterizzato anche dalla presenza di gruppi di nazi-rock.

Proprio in vista dell’iniziativa è stato diffuso un documento dal titolo “Nessuno spazio alla propaganda neonazista e neofascista nei nostri territori”, sottoscritto da oltre 40 realtà veronesi.

I firmatari sostengono che l’evento non possa essere considerato una semplice iniziativa politica o musicale, ma che presenti «un retroterra antidemocratico e autoritario» riconducibile, secondo loro, alla cultura fascista e nazista. Nel documento vengono contestati in particolare i riferimenti a nazionalismo, xenofobia, razzismo e violenza politica.

Una presa di posizione che arriva a pochi giorni dall’appuntamento e che chiama direttamente in causa le istituzioni.

«Guardiamo con forte preoccupazione alla presenza, nei nostri territori, di organizzazioni che promuovono iniziative riconducibili alla cultura neofascista e neonazista», scrivono le realtà che hanno aderito all’appello, sostenendo che attraverso propaganda e celebrazione della violenza politica vengano messi in discussione i principi democratici sanciti dalla Costituzione.

Nel documento viene però sottolineato anche il valore della libertà di espressione. «Riconosciamo pienamente il valore della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero, principio fondamentale della nostra democrazia», affermano i firmatari. Il limite, secondo loro, è rappresentato dal rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza, dignità e rispetto della persona.

Da qui l’appello al Prefetto di Verona e alle altre istituzioni affinché vengano adottate «azioni efficaci di contrasto» nei confronti di realtà e raduni che, secondo i promotori, facciano propaganda apertamente razzista, xenofoba e antidemocratica.

Nel mirino vengono indicate anche le leggi Scelba e Mancino, richiamate nel documento come strumenti da applicare per contrastare eventuali condotte incompatibili con l’ordinamento democratico.

I firmatari chiedono inoltre, «laddove ne ricorrano i presupposti previsti dalla legge», lo scioglimento delle organizzazioni che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo e che siano coinvolte in attività ritenute incompatibili con l’ordinamento democratico.

Nell’appello vengono citati anche precedenti giudiziari riguardanti militanti riconducibili a questi ambienti, con riferimento a procedimenti e condanne per episodi di violenza, lesioni, aggressioni a sfondo politico e manifestazioni fasciste. Si tratta di elementi che i promotori utilizzano per chiedere una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

La richiesta, infatti, non si limita alla gestione dell’ordine pubblico durante i quattro giorni dell’evento. «Chiediamo alle Istituzioni, a partire dal Governo, di non limitarsi alla sorveglianza degli eventi annunciati», scrivono, chiedendo una posizione politica chiara e l’utilizzo di tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento.

L’appello raccoglie un fronte particolarmente ampio. Tra le realtà che lo hanno sottoscritto figurano ACLI Verona, ANED Verona, ANPI Verona, ANPI San Bonifacio, ARCI Verona, ARCI Aps Legnago, ARCI Gay Verona, AUSER Verona, CESTIM, CGIL Verona, CISL Verona, Comunità Ebraica di Verona, Legambiente Verona, Libera Verona, Movimento Nonviolento, Rete degli Studenti Medi Verona e UDU Verona.

Numerose anche le forze politiche aderenti: +Europa Verona, Azione Verona, Democrazia Solidale-DemoS Verona, Europa Verde Verona, Lista Civica Damiano Tommasi Sindaco, Movimento 5 Stelle Verona, Movimento Socialisti Liberali Verona, Lista Ora!, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Possibile, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana-AVS e Traguardi Movimento Civico.

Il confronto sull’evento di CasaPound si inserisce così in un più ampio dibattito sulla presenza di organizzazioni dell’area neofascista e neonazista e sui limiti entro i quali le loro iniziative possono essere svolte. Da una parte la libertà di espressione e di manifestazione, dall’altra la necessità, sottolineata dai firmatari dell’appello, di garantire il rispetto della Costituzione e delle norme che tutelano l’ordinamento democratico.

I quattro giorni di iniziative in provincia sono quindi destinati ad avere anche un forte riflesso sul piano politico, con le realtà firmatarie che chiedono alle istituzioni di intervenire prima e non soltanto di gestire eventuali problemi di ordine pubblico durante l’evento.