Museo della Radio: la declinazione sociale e inclusiva di una referenza culturale veronese

 
 

Il Museo della Radiocomunicazione, attualmente insediato all’istituto Ferraris e in procinto di trasferirsi – a opera di riqualifica terminata – nella prestigiosa nuova location di Porta Nuova, si mantiene vivo e attivo anche attraverso iniziative che vanno oltre il ruolo culturale, facendone anche mezzo di inclusione ed aggregazione. L’appassionatissimo presidente e curatore, Francesco Chiàntera, che segue le fondatrici tracce paterne, racconta come, in accordo con la dirigenza scolastica e in concomitanza con la prossima apertura, il museo sia stato scorporato e snellito: “Una parte si trova a Roma Cinecittà, nella sede di Radio Radio, e una parte é rimasta qui Ferraris, con apertura riservata a scolaresche e associazioni, a fini didattici. Attendo con entusiasmo la ricollocazione, nella seconda parte del 2020 (data stimata di fine lavori), nella monumentale Porta Nuova, assegnataci dall’amministrazione comunale perché un bacino di utenza di oltre 10.000 visitatori annui deve essere valorizzato, così come le meraviglie della tecnologia della comunicazione che esponiamo: è un’ulteriore eccellenza culturale veronese“. Meraviglie davvero: hanno portato il museo ad essere conosciuto in tutto il mondo e a candidare Verona a capitale comunicativa mondiale del terzo millennio digitale, che Guglielmo Marconi ha preconizzato, padre del wireless.

Il Museo della Radio al “Galileo Ferraris” riaprirà i battenti il 31 maggio con la visita per un gruppo di 15 persone tra anziani, volontari e professionisti. “Essendo stata molto apprezzata l’esperienza dello scorso anno – spiega Francesco – abbiamo pensato di riproporre quest’uscita all’interno del progetto innovativo “Piccolo villaggio nel cuore di San Zeno”, che prevede una maggior partecipazioni di anziani con decadimento cognitivo alla vita cittadina e comunitaria. Il nostro vuole essere un luogo che abbraccia anche tematiche delicate e si apre alla totale inclusione“.

Le visite, gratuite, prevedono la guida di Chiàntera, a proseguire un percorso ideale iniziato già lo scorso anno affrontando, attraverso convegni, argomenti di (purtroppo) attualità  come bullismo, dipendenza da social e violenza contro le donne. “Anche il MU.RA di Porta Nuova seguirà lo standard di inclusione sociale ed apertura, non tralasciando altri temi “virtuosi” come il riciclo, la riqualificazione e l’impatto ambientale zero“.

Info: www.museodellaradio.com – [email protected]

 
 
Alessandra Moro
Sono nata a Verona sotto il segno dei Pesci; le mie radici sono in Friuli. Ho un fiero diploma di maturità classica ed una archeologica laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico, conseguita quando “triennale” poteva riferirsi solo al periodo in cui ci si trascinava fuori corso. Sono giornalista pubblicista dell’ODG Veneto e navigo nel mondo della comunicazione da anni, tra carta, radio, tv, web, uffici stampa. Altro? Leggo, scrivo, cucino, curo l’orto, visito mostre, gioc(av)o a volley. No, non riesco a fare tutto, ma tutto mi piacerebbe fare. Corro contro il tempo, ragazza (di una volta) con la valigia.

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