«A Verona ci troviamo con ottanta alloggi universitari vuoti a causa di leggi e criteri di assegnazione insensati. Serve una riforma profonda del sistema del diritto allo studio». A lanciare l’appello è Mattia Mosconi, candidato al Consiglio regionale del Veneto per il Partito Democratico, che punta il dito contro l’attuale gestione regionale di borse di studio e alloggi per gli studenti universitari.
Secondo Mosconi, la Regione dovrebbe unificare gli enti preposti alla gestione del diritto allo studio, un’operazione che consentirebbe «di risparmiare fino al 20% del budget, risorse che potrebbero essere reinvestite per coprire integralmente le borse di studio».
Ma il nodo principale resta quello dei criteri di assegnazione degli alloggi e dei benefici. «Abbiamo un profondo bisogno di allargare la platea degli aventi diritto, come già avvenuto in Toscana», sottolinea il candidato dem. «Serve inoltre cambiare i criteri con cui vengono riconosciuti gli studenti fuori sede, oggi basati su parametri che penalizzano chi sceglie di restare in Veneto a studiare».
Mosconi invita dunque la giunta regionale a guardare ai modelli toscano ed emiliano, che negli ultimi anni hanno rafforzato il diritto allo studio con politiche più inclusive e sistemi di gestione più efficienti.
«Il Veneto deve puntare a un sistema universitario d’eccellenza – conclude Mosconi – che non lasci indietro nessuno e garantisca davvero pari opportunità a tutti gli studenti veneti».









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