A intervenire sul caso del 63enne di Oppeano, morto dopo essere stato colpito da un mezzo meccanico mentre si trovava al lavoro in un’azienda agricola della frazione di Bovolone, è Maria Pia Mazzasette, segretaria generale della Flai Cgil di Verona.
Secondo la sindacalista, quanto emerso dall’inchiesta impone una riflessione che va oltre la singola vicenda e riguarda il tema della legalità e della sicurezza nel lavoro agricolo.
«Il lavoro nero non riguarda soltanto gli stranieri»
Mazzasette punta innanzitutto il dito contro la convinzione che il lavoro irregolare sia un fenomeno concentrato esclusivamente sulle fasce più fragili e sui lavoratori stranieri.
«Lavoro nero e illegalità contributiva non sono fenomeni circoscritti agli anelli più deboli e stranieri della filiera agricola, ma una piaga trasversale che colpisce anche gli italiani e si annida nel nostro tessuto produttivo locale», sostiene la segretaria della Flai veronese.
Nel caso di Fossato, le ricostruzioni investigative avrebbero inoltre fatto emergere anche il tentativo di spostare il corpo del lavoratore dopo l’incidente.
Un elemento definito da Mazzasette «agghiacciante», che secondo la sindacalista non rappresenterebbe purtroppo un episodio del tutto inedito.
«Dove c’è illegalità, la sicurezza rischia di sparire»
Il punto centrale, per la Flai Cgil, è il rapporto tra regolarità del lavoro e tutela della salute e della sicurezza.
«Siamo di fronte a un legame indissolubile», sottolinea Mazzasette. Il ragionamento del sindacato è che chi non regolarizza i lavoratori rischia di non garantire neppure le fondamentali misure di prevenzione.
«Dove c’è illegalità contrattuale ed evasione, la tutela della vita e della salute rischia di perdere ogni valore fino a sparire del tutto», afferma.
Una denuncia che chiama in causa non soltanto le singole aziende, ma l’intero sistema dei controlli e la responsabilità collettiva nella tutela dei lavoratori.
«La dignità del lavoro non può essere subordinata al profitto»
La Flai Cgil chiede quindi una presa di responsabilità più ampia.
«La dignità del lavoro e la sacralità della vita non possono più essere subordinate a nessuna logica di profitto o di comodità», conclude Mazzasette.
La morte di Giuseppe Fossato torna così a porre al centro dell’attenzione il tema degli infortuni sul lavoro in agricoltura, della regolarità dei rapporti di lavoro e delle condizioni di sicurezza nei campi, mentre proseguono gli accertamenti sulla vicenda.






























