Montorio, condannata Superbeton SpA. Risarcite le parti civili dei cittadini e Comitati

 
 

La Sezione Penale del Tribunale di Verona ha emesso sentenza di condanna nei confronti della società Superbeton SpA in esito ai tre capi di accusa formulati per violazioni in tema ambientale nell’impianto di produzione di conglomerato bituminoso nel quartiere di Montorio a Verona. Risarcimenti previsti per i cittadini e i Comitati costituitesi parti civili


Il Tribunale di Verona in composizione monocratica, giudice dott.ssa Carola Musio, il 21 aprile ha ha pronunciato Sentenza di condanna dell’imputata Irma Conte, all’epoca dei fatti Legale Rappresentante della società ‘Superbeton SpA’, giudicata colpevole dei reati contestati “al di là di ogni ragionevole dubbio” così come previsto ai sensi dell’art. 533 c.p.p..

     Sono tre i capi di imputazione contestati dalla P.M. Beatrice Zanotti alla Signora Irma Conte per i quali è giunta la condanna, il primo per il reato di cui all’art. 674 c.p. perché, “quale presidente del C.d.A. e Legale Rappresentante della ditta ‘Superbeton SpA’, nell’esercizio dell’attività di produzione a caldo di conglomerato bituminoso per asfaltature stradali, ed in particolare in seguito alle operazioni di movimentazione del bitume, provocava esalazioni in atmosfera di poveri e di forti odori tali da molestare le persone che si trovavano nelle vicinanze nel periodo da maggio 2015 fino al marzo 2017”.

Il secondo invece riguarda il reato previsto e punito dall’art. 256 c.1, lett. a) e c. 4 del D.Lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale) perché, “nella qualità di presidente del C.d.A. e Legale Rappresentante della ditta ‘Superbeton SpA’, esercitava l’attività di ritiro e messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalla scarifica di manti stradali (miscele bituminose di cui al codice CER 170302) in violazione delle prescrizioni contenute nella Determinazione n.1853/15 del 19.05.2015 del Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Verona, ricevendo presso il descritto impianto sito in via del Vegron del Comune di Verona una quantità di rifiuti superiore al massimo consentito (circa mc. 8.000 anziché mc. 2.200), depositandoli in parte in area non pavimentata, mantenendo inoltre ostruita la canaletta di scolo dell’acqua piovana. (Fatto per il quale non sono state integralmente rispettate le prescrizioni impartite ai sensi degli artt. 318 bis e ss. D.Lgs. 152/06, con conseguente mancata estinzione della contravvenzione)”.

Infine il terzo capo riguarda il Delitto di cui all’art. 452 septies c.p. perché, “nella qualità di presidente del C.d.A. e Legale Rappresentante della ditta ‘Superbeton SpA’ impediva l’attività di vigilanza e controllo ambientali operata presso il citato stabilimento da Ufficiali di P.G. della Polizia Provinciale e dell’ARPAV di Verona, non consentendo agli stessi di verificare l’effettiva presenza e la funzionalità del previsto impianto di disoleazione delle vasche di decantazione per le acque di scolo del rifiuto fresato d’asfalto, avendo in precedenza provveduto a sigillare le vasche stesse con massicci setti di calcestruzzo privi di chiusini d’ispezione e non mettendo a disposizione degli operanti mezzi meccanici atti a rimuovere i setti”.

In relazione ai predetti tre capi di imputazione si sono costituiti parti civili Legambiente Volontariato Verona, Comitato Ambiente Montorio, Comitato Fossi Montorio oltre a 30 cittadini difesi dagli avvocati Luca Tirapelle e Giuliasofia Aldegheri.

All’udienza del 18 febbraio sono state rassegnate le conclusioni delle parti e il P.M. Beatrice Zanotti ha concluso chiedendo la condanna dell’imputata Conte Irma alle seguenti pene:
– 674 c.p., giorni 20 di arresto;
– 256 TUA, € 10.500,00 di ammenda;
– 452 septies c.p., mesi 6 di reclusione.

Il 21 aprile la Giudice Carola Musio ha dichiarato Conte Irma colpevole dei reati a lei ascritti e, riconosciute le circostanti attenuanti generiche, l’ha condannata alla pena di giorni 20 di arresto per il reato di cui al capo art. 674, di euro 7.000 di ammenda per il reato di cui all’art. 256 e di mesi quattro di reclusione per il reato di cui all’art. 456 oltre al pagamento delle spese processuali.

Inoltre visti gli artt. 538 e ss. c.p.p. Conte Irma è stata condannata in solido con il responsabile civile costituito Superbeton SpA, in persona del legale rappresentante pro tempore, al risarcimento dei danni subiti, in relazione all’art. 674 dell’imputazione, dalle parti civili costituite – Legambiente Volontariato Verona, Comitato Ambiente Montorio, Comitato Fossi Montorio oltre a 30 cittadini – da liquidarsi con una provvisionale di euro 5.000,00 in favore del Comitato Ambiente Montorio, di euro 3.000,00 ciascuno in favore del Comitato Fossi Montorio e di Legambiente Volontariato Verona, nonché di euro 2.500,00 in favore dei 30 cittadini costituiti parte civile.

Infine la condanna dell’imputata ed il responsabile civile in solido alla rifusione in favore delle costituire parti civili delle spese di costituzione e difesa che si liquidano per la fase dibattimentale: per Legambiente Volontariato Verona nella misura di euro 1.360,00; per Comitato Ambiente Montorio e per Comitato Fossi Montorio in euro 3.420,00 ciascuna; per le 30 persone in euro 8.382,00.

Ordinata la sospensione condizionale della pena inflitta. Alla sentenza è possibile procedere in appello.

Alberto Speciale

 
 
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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