Il grande caldo frena il turismo a Verona. Ad agosto 2026 nell’area interna all’ansa dell’Adige sono stati rilevati circa 839 mila visitatori, contro il milione e 76 mila dello stesso mese del 2025. Il calo è di circa il 22%. Il dato è inoltre inferiore ai 916.500 visitatori registrati a luglio.
I numeri arrivano dall’analisi dei dati di telefonia mobile elaborati da Confcommercio Verona e VeronaUp e fotografano un agosto condizionato soprattutto dalle temperature elevate.
A pesare maggiormente è stato il calo dei visitatori stranieri. Ad agosto 2026 sono stati circa 468 mila, contro i 652 mila dell’agosto 2025 e i 546 mila di luglio. La loro incidenza sul totale è scesa dal 60,6% al 55,7%.
Più contenuta la diminuzione degli italiani: circa 372 mila presenze, contro le 424 mila dello stesso mese dello scorso anno, con una flessione del 12,4%.
Tra i mercati esteri la situazione è molto diversa da Paese a Paese. La Francia diventa il primo mercato con 93.100 visitatori, sostanzialmente stabile rispetto ai 92.600 del 2025. Seguono la Germania, che scende a 56.900 visitatori dai 113.200 dello scorso anno (-49,7%), e i Paesi Bassi, passati da 71.100 a 45.300 (-36,3%).
In calo anche Polonia (-28%), Regno Unito (-70,1%), Danimarca (-30,9%) e Svezia (-23,2%). Più stabili Spagna (-0,6%) e Stati Uniti (-1,8%). Cresce invece la Romania, che passa da 16 mila a 18.200 visitatori (+13,7%). Nel 2026 entra inoltre tra le principali provenienze l’Irlanda, con 4.100 visitatori.
Nonostante la diminuzione dei volumi, non peggiora il profilo economico dei turisti. La fascia con maggiore capacità di spesa, quella High, rappresenta il 26,6% dei visitatori, contro il 26,2% del 2025. La fascia Mid-High è al 16,4%, rispetto al 16,8% dello scorso anno. Complessivamente, quindi, le due fasce più alte continuano a rappresentare il 43% dei visitatori.
Anche la permanenza resta sostanzialmente stabile. Il 68,5% dei visitatori si ferma per un solo giorno, contro il 69,4% del 2025. La quota di chi rimane tra due e quattro giorni sale invece dal 24,8% a circa il 25%.
Il dato più positivo arriva però dagli alberghi. L’occupazione delle strutture ricettive nel Comune di Verona è cresciuta dall’80,2% all’82,1% rispetto all’agosto dello scorso anno.
«Negli alberghi non si sono registrati cali rispetto all’agosto di un anno fa, anzi c’è un leggero incremento», sottolinea il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona Maurizio Russo. E anche settembre è partito bene, grazie soprattutto agli eventi e alla Stagione Areniana, che continua a rappresentare un elemento strategico per il turismo veronese.
Russo richiama inoltre l’importanza del calendario degli eventi: «Il weekend in più di opera e, per finire, la Fiera del Marmo sottolineano ancora una volta come la città abbia necessità di eventi per attrarre».
L’obiettivo, spiega, non deve però essere soltanto quello di aumentare l’occupazione alberghiera. «Vogliamo guardare oltre il semplice dato dell’occupazione: l’obiettivo deve essere una crescita equilibrata, capace di generare valore per le imprese, distribuire i flussi nel tempo e aumentare la permanenza dei visitatori».
Una lettura condivisa anche dal direttore generale di Confcommercio Verona Nicola Dal Dosso. «Il dato di agosto restituisce una diminuzione dei volumi, su cui ha sicuramente impattato il fattore climatico, ma non un peggioramento della qualità economica dei flussi».
La capacità di spesa, infatti, è rimasta stabile e anche la durata dei soggiorni non ha subito variazioni significative. Per Dal Dosso, quindi, il dato conferma l’importanza di puntare non soltanto sul numero di visitatori, ma sulla capacità di Verona di attirare turisti con una buona propensione alla spesa e di valorizzare al meglio la loro presenza in città.





























