Meno traffico e meno emissioni: la nuova logistica

 
 

Logistica urbana sostenibile, a Verona il confronto tra esperti sull’ultimo miglio

La sfida della logistica urbana sostenibile approda a Verona, dove esperti e operatori del settore si sono confrontati sul futuro della distribuzione delle merci nelle grandi città. Al centro del seminario “Quale organizzazione logistica nelle grandi città”, ospitato dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia nell’ambito della rassegna OPEN 2026 – Open Industria, il tema cruciale dell’ultimo miglio.

Un nodo sempre più strategico, stretto tra la crescita dell’e-commerce, la necessità di ridurre le emissioni e il miglioramento della qualità della vita urbana. Tra le soluzioni emerse, l’uso di mezzi a basse emissioni, come veicoli elettrici e cargo bike, e una pianificazione più efficiente dei flussi logistici.

A delineare il quadro generale è stato Luigi Legnani, che ha evidenziato lo squilibrio del sistema italiano, ancora fortemente orientato al trasporto su gomma. In questo contesto, Verona si conferma snodo strategico della rete TEN-T, crocevia dei corridoi europei e punto chiave per l’intermodalità.

L’evoluzione della logistica urbana è stata approfondita da Mario Castaldo, che ha sottolineato l’impatto crescente dell’e-commerce sui flussi cittadini e la necessità di modelli innovativi basati su hub logistici e mezzi sostenibili. Esperienze già attive in città come Londra, Parigi e Madrid dimostrano come sia possibile ridurre traffico e inquinamento mantenendo elevati standard di servizio.

Sul fronte italiano, il caso di Milano evidenzia i benefici dell’integrazione tra ferrovia e distribuzione urbana: meno emissioni, costi ridotti e consegne più rapide, grazie a un sistema che combina trasporto notturno e consegne finali con cargo bike.

A portare un esempio concreto è stato Francesco Sabaini di MoveByBike Italy, realtà veronese specializzata nell’eco-logistica: “Le cargo bike permettono maggiore efficienza, fino a sette consegne l’ora, e una riduzione delle emissioni superiore al 90%”.

Dal confronto emerge una direzione chiara: il futuro della logistica urbana passa dall’integrazione tra micro-hub, digitalizzazione e collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di rendere le città più sostenibili senza modificare radicalmente le abitudini di consumo.