Mazza, dopo il debutto a Verona, oggi dirige la Traviata a Trieste

 
 

Michelangelo Mazza, già maestro concertatore ha debuttato quale direttore a Verona. Era venerdì 29 novembre 2019 quando diresse l’Orchestra dell’Arena nel terzo concerto del Viaggio in Italia con l’Ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini e la Sinfonia in re maggiore di Luigi Cherubini. Ma anche altri interpreti che si esibiscono sul palcoscenico del teatro Verdi di Trieste sono protagonisti a Trieste. Tra essi, Ruth Iniesta e Marco Ciaponi, e anche il regista Mariano Bauduin.

Dopo il periodo di restrizioni, sul palcoscenico del Teatro Verdi di Trieste è allestita La Traviata, il melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, a testimoniare una lunga storia lega l’opera al teatro, in scena 32 volte, in forma integrale, per complessive 224 rappresentazioni con la prima nel 1856, l’ultima nel 2018.


Questo il cast: Violetta Valéry sarà Ruth Iniesta (25, 27, 29/VI) e Nina Muho (26/VI e 2, 3/VII), Alfred Germont sarà Marcio Ciaponi (25, 27, 29/VI e 2/VII) e Zi Zhao Guo (26/VI e 3/VII), Giorgio Germont sarà Angelo Veccia (25, 27, 29/VI e 2/VII) ed Ernesto Petti (26/VI e 3/VII).
E poi in scena Rinako Hara (Flora Bervoix), Elisa Verzier (Annina), Motoharu Takei (Gastone), Andrea Binetti (Barone Douphol), Giovanni Palumbo (Marchese D’Obigny), Hektor Leka (Dottor Grenvil), Dax Velenich (25, 27, 29/VI e 2/VII) e Francesco Paccorini (26/VI e 3/VII) (Giuseppe), Damiano Locatelli (Un domestico di Flora), Giuliano Pelizon (Un Commissionario). Con i ballerini solisti Guillermo Alan Berzins e Marijana Tanasković.

Nei mesi scorsi nel Teatro sono stati ridefiniti, a beneficio di un maggiore distanziamento, con il ripristino dello storico corridoio centrale che riporta il teatro alle sue origini.

 
 
Classe 1959. Sono iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1983. Sono stato il responsabile dell’ufficio stampa di Amia per oltre trent’anni. Appassionato di storia e cultura veronese ho fondato la rivista Civiltà veronese e una casa editrice che ha pubblicato importati volumi, tra cui alcuni racconti inediti di Emilio Salgari e “Le invenzioni del cerusico coltelli di Berto Barbarani”. Appassionato di storia religiosa ho pubblicato oltre mille schede biografiche di santi, beati, venerabili e servi di Dio. Dopo aver fatto il parlamentare, il sindaco e il consigliere comunale, da pensionato voglio torno ad occuparmi di quanto mi appassiona.

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