Il futuro dell’area Marangona, uno dei principali ambiti di trasformazione urbanistica di Verona, torna al centro del dibattito in Consiglio comunale. La consigliera di Sinistra Italiana Jessica Cugini ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sull’attuazione della delibera e dell’Accordo di programma firmato da Comune, Provincia e Consorzio ZAI.
La Marangona è un’area strategica a sud-est della città, destinata, secondo gli atti approvati, a ospitare funzioni legate a innovazione, ricerca, attività produttive e logistica, in un equilibrio che dovrebbe tenere conto anche della transizione ecologica. Tuttavia, secondo Cugini, a oltre un anno e mezzo dalla firma dell’Accordo e a distanza di quattro anni dalle 21 manifestazioni di interesse annunciate, mancano informazioni pubbliche chiare sui progetti realmente avviati, soprattutto su quelli non legati alla logistica.
La consigliera ha chiesto in particolare se la logistica sia concentrata solo nel comparto di Corte Alberti oppure se sia prevista anche in altri ambiti dell’area, e di rendere noti contenuti e stato delle manifestazioni di interesse presentate.
A rispondere è stata la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, che ha chiarito come sia l’Accordo di programma, e non solo la delibera consiliare, a prevedere uno sviluppo “equilibrato e coerente” delle diverse funzioni, in linea con la vocazione dell’area all’innovazione tecnologica. La delibera, ha ricordato, affida alla Giunta e agli uffici comunali il compito di elaborare un Masterplan, da sottoporre poi al Consiglio comunale.
Secondo le linee guida approvate, la funzione di logistica distributiva è considerata già pienamente attuata nel comparto AIU 1 “Corte Alberti”. Tuttavia, il Consorzio ZAI ha successivamente proposto di estendere in parte la logistica anche all’AIU 4 “Monsuà”, ritenendo il settore strategico per l’economia veronese. Una proposta inserita nel Masterplan aggiornato, presentato al Comune il 2 dicembre 2025, ora in fase di valutazione tecnica.
Bissoli ha assicurato che il documento sarà esaminato a fondo dagli uffici e poi riportato in Consiglio comunale, che manterrà tutte le sue prerogative decisionali. Sul tema delle 21 manifestazioni di interesse, la vicesindaca ha precisato che non risultano formalmente trasmesse al Comune dal Consorzio ZAI, e quindi non ne sono noti i contenuti.
Il confronto sulla Marangona, però, va oltre il singolo progetto. Il dibattito emerso in aula, anche all’interno della stessa maggioranza, appare come una prima schermaglia politica in vista di un passaggio ben più delicato: la discussione sul nuovo PAT (Piano di Assetto del Territorio). Un tema destinato a ridefinire le scelte strategiche sullo sviluppo della città e sul consumo di suolo, e che rischia di accentuare le tensioni tra visioni diverse della Verona futura.




































