Da appena 56 locazioni turistiche nel 2014 a 4.366 al 30 giugno 2026. Sono i numeri che raccontano la profonda trasformazione dell’ospitalità a Verona, dove gli affitti brevi sono cresciuti di oltre 78 volte in poco più di un decennio, modificando il mercato immobiliare e l’equilibrio tra turismo e residenzialità.
I dati della banca dell’imposta di soggiorno del Comune fotografano una crescita che non ha conosciuto soste, nemmeno durante la pandemia, e che oggi alimenta il dibattito politico culminato con l’approvazione della Variante 70 al Piano degli Interventi.
Crescita senza precedenti
L’evoluzione è stata costante: dalle 321 locazioni del 2015 si è passati a oltre mille nel 2016, fino alle 2.435 del 2019. Neppure l’emergenza Covid ha frenato il fenomeno: nel 2020 le strutture sono salite a 2.741, nonostante il crollo dei flussi turistici.
Negli ultimi due anni la crescita ha subito un’ulteriore accelerazione. Le locazioni turistiche sono passate da 3.422 nel giugno 2025 alle 4.366 del giugno 2026, con un incremento di 944 nuove attività in un solo anno, pari al 27,6%.
In pratica, quasi tre nuove locazioni turistiche al giorno.
Parallelamente, le altre forme ricettive sono rimaste sostanzialmente stabili: gli alberghi sono passati da 66 a 69, gli agriturismi da 41 a 51, mentre i Bed & Breakfast sono diminuiti da 429 a 157, segno di una progressiva migrazione verso la formula delle locazioni turistiche.
Il centro storico resta il cuore del fenomeno
La concentrazione maggiore continua a registrarsi nella Prima Circoscrizione, che raccoglie circa il 60% dell’intera offerta cittadina.
Al 30 giugno 2026 nel centro storico si contano 2.639 locazioni turistiche, con la maggiore concentrazione nella Città Antica, seguita da Cittadella e Veronetta.
Proprio Veronetta rappresenta uno dei casi più significativi: il quartiere universitario ospita ormai un numero di locazioni turistiche superiore a quello di intere circoscrizioni periferiche.
Ma il fenomeno si sta progressivamente espandendo anche fuori dal centro. Tutte le circoscrizioni registrano aumenti a doppia cifra e la Ottava Circoscrizione (Quinto, Montorio, Mizzole e Santa Maria in Stelle) ha addirittura raddoppiato il numero delle strutture nell’ultimo anno.
Bertucco: «Serve una scelta sul futuro della città»
Per l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, i numeri pongono una riflessione sul futuro della città.
«Ogni locazione turistica in più è, tendenzialmente, un alloggio in meno per chi a Verona vive, studia e lavora. Con 4.366 strutture, e una traiettoria che, a questo ritmo, porterebbe a superare quota 5.000 entro il 2027, la città deve decidere che cosa vuole essere: una comunità che ospita i turisti o un contenitore di turisti che ospita, a margine, qualche residente».
La Variante 70
L’analisi arriva a pochi giorni dall’approvazione della Variante 70 al Piano degli Interventi, con cui il Consiglio comunale ha introdotto nuove regole urbanistiche per il centro storico.
Il provvedimento punta a tutelare la funzione residenziale del Centro Storico Maggiore, patrimonio UNESCO, imponendo per le nuove attività turistico-ricettive il corretto inquadramento urbanistico e limitando i cambi di destinazione d’uso verso le locazioni turistiche. Restano invece salvaguardate le attività già esistenti e regolarmente autorizzate.






























