Il Verona di Paolo Zanetti va a un passo dal colpo grosso al Diego Armando Maradona, ma deve accontentarsi di un pareggio: Napoli–Verona finisce 2-2, al termine di una gara che l’Hellas ha interpretato con grande personalità, andando in vantaggio di due reti e mettendo a lungo in difficoltà i padroni di casa.
L’approccio dei gialloblù è perfetto. Zanetti prepara una squadra ordinata, aggressiva e coraggiosa, capace di colpire con lucidità. Il Verona passa in vantaggio con un’azione rapida e ben costruita, che sorprende la difesa del Napoli e gela il Maradona. L’Hellas non si limita a difendere: continua a giocare, mantiene compattezza e trova addirittura il raddoppio, certificando un primo tempo di grande spessore tecnico e mentale.
Nella ripresa il Napoli aumenta pressione e ritmo, mentre il Verona abbassa inevitabilmente il baricentro. I padroni di casa accorciano le distanze e riaprono la partita, sfruttando un episodio favorevole. L’Hellas prova a resistere, ma nel finale arriva il 2-2 del Napoli, che completa la rimonta.
Resta però la prestazione del Verona, soprattutto nei primi 60 minuti: una squadra con un’identità chiara, che segue le idee del proprio allenatore e che dimostra di poter giocare alla pari anche contro le big del campionato. Zanetti può recriminare per una vittoria sfumata, ma porta a casa segnali forti: personalità, organizzazione e qualità.
Il pareggio lascia l’amaro in bocca per come si era messa la partita, ma conferma che questo Hellas Verona targato Zanetti ha basi solide su cui costruire il proprio percorso in Serie A.





































