Lo scontro interno alla Lega veronese si inasprisce. Dopo le dichiarazioni del segretario provinciale Paolo Borchia sulle recenti nomine regionali e sul mancato riconoscimento di Verona da parte della Regione Veneto, arriva la dura replica di Matteo Mattuzzi, componente del Direttivo provinciale ed ex presidente di Ater Verona.
In una nota, Mattuzzi respinge le accuse rivolte ai vertici regionali del partito e attribuisce invece le responsabilità della situazione direttamente alla gestione di Borchia.
«È troppo facile oggi fare la vittima e scaricare le responsabilità su Venezia e sui vertici veneti per coprire i propri fallimenti e una gestione del partito totalmente fallimentare», afferma.
Secondo Mattuzzi, il segretario provinciale avrebbe perso la maggioranza all’interno del Direttivo e sarebbe responsabile dell’isolamento politico della Lega veronese proprio alla vigilia delle prossime elezioni amministrative.
«Se la Lega veronese si trova isolata e priva di posizioni operative a pochi mesi dalle elezioni amministrative, la colpa è unicamente del suo metodo di gestione», sostiene.
L’esponente del Carroccio accusa inoltre Borchia di aver guidato il partito «in completa autonomia», senza coinvolgere il Direttivo nelle decisioni strategiche, limitando il confronto interno e trascurando il rapporto con sezioni e militanti.
Nel comunicato si parla di un partito lasciato «in uno stato di completo abbandono», senza incontri sul territorio e senza ascolto della base.
Mattuzzi ritiene che le strategie politiche debbano nascere dalla condivisione con il territorio e non essere imposte dall’alto, per poi attribuire ad altri le responsabilità delle difficoltà politiche.
Il passaggio più duro arriva nelle conclusioni, dove l’ex presidente di Ater Verona chiede apertamente un passo indietro del segretario provinciale.
«Come membro del Direttivo Provinciale e interpretando il sentimento diffuso della nostra base sul territorio, chiedo che Borchia prenda atto di questa situazione e che, nell’interesse del partito, scelga di dimettersi. La sua gestione sta portando la Lega veronese in un abisso: è tempo di voltare pagina».































