Un nuovo modello educativo e culturale, una rete di comunità che protegga le donne e una reale emancipazione economica femminile: questi i punti cardine delle politiche di contrasto alle violenze di genere della lista “Uniti per Manildo Presidente”
Le linee sono state condivise anche a Verona, in un incontro con la capolista Annalisa Nalin e tutti i candidati, al quale sono intervenute Raffaella Paita, Senatrice e Presidente del Gruppo Italia Viva al Senato; Daniela Sbrollini, Senatrice e Capogruppo in Bicamerale Commissione violenza di genere e femminicidi; Gabriella Marotta, Avvocata e Presidente Nazionale dell’Associazione Sportello Rosa APS.
Sbrollini ha ricordato come “le leggi non bastino se non cambia la mentalità”, invocando un patto educativo tra scuola e famiglia e la necessità di introdurre l’educazione affettiva sin dalla primaria per costruire una cultura del rispetto e dell’uguaglianza. Ha sottolineato l’urgenza di una formazione capillare per magistrati, forze dell’ordine e operatori sociali, e di strutture in grado di accogliere anche i bambini vittime indirette della violenza.
Paita, dal canto suo, ha evidenziato come, nonostante i progressi in termini di rappresentanza femminile, si registri una crescente ondata di violenza tra i più giovani, segno di una fragilità culturale e relazionale che va affrontata con strumenti educativi e psicologici adeguati. Ha ribadito l’importanza dell’emancipazione economica come via per la libertà e la dignità delle donne, richiamando esperienze positive come il reddito di libertà.
Entrambe hanno concordato sulla necessità di una rete territoriale integrata capace di prevenire e contrastare la violenza attraverso la collaborazione di istituzioni, scuole e comunità locali.
Anna Lisa Nalin ha aperto il suo intervento con dati che non possono lasciare indifferenti: “Ogni anno in Italia circa 100 donne vengono uccise da uomini che dicevano di amarle. Ma il femminicidio è solo la punta dell’iceberg, l’atto finale di una spirale di violenza che inizia molto prima, in modo subdolo e progressivo.”
La candidata ha poi posto l’accento su un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: la dipendenza economica come strumento di controllo. “Solo il 30% delle donne in Italia ha un conto corrente proprio. Questo significa che 7 donne su 10 dipendono economicamente da qualcun altro. È una forma di schiavitù moderna che intrappola le vittime in relazioni violente, impedendo loro di fuggire, di ricostruirsi una vita autonoma.”
Il candidato Stefano Gabrielli ha sottolineato come la questione non riguardi solo gli uomini: “È centrale il ruolo dell’educazione per riuscire a superare queste situazioni e rendere più vicini i rapporti tra uomini e donne, più sicuri, più solidali, ma non limitarsi soprattutto sulla parte maschile. Anche le donne sono coinvolte in questo discorso, devono diventare più consapevoli e sicure della loro forza, delle loro capacità che ci sono, in maniera tale da riuscire a riconoscere quei segnali che ci sono anche all’inizio dei rapporti.
Giacomo Piva, candidato e consigliere comunale ha sottolineato come sia importante partire dalle scuole con un’azione di educazione al rispetto a alla gestione emotiva
La proposta illustrata da Nalin per il Veneto Parte dalle politiche attive per l’occupazione femminile, parità salariale reale, sostegno all’imprenditoria femminile, servizi che permettano di conciliare lavoro e famiglia. “Perché uguaglianza di ruoli e indipendenza economica sono sinonimi di libertà” e si completa con misure concrete di protezione: “Vogliamo potenziare la rete dei centri antiviolenza, garantire case rifugio adeguate, percorsi di reinserimento lavorativo per le donne che escono da situazioni di violenza. “
“Soprattutto – hanno condiviso i candidati -vogliamo lavorare sulla prevenzione, perché ogni femminicidio è un fallimento della nostra società. Siamo convinti che su questi temi la nostra lista posso portare un’azione incisiva in regione”









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