La torcia olimpica tra storia, diritti umani e memoria delle Olimpiadi del 1936

 
 

La torcia olimpica farà tappa a Verona domenica 18 gennaio, portando con sé non solo il simbolo universale dei Giochi, ma anche un potente carico di memoria storica e valori condivisi. Pochi sanno che la tradizione moderna della staffetta con il fuoco sacro, oggi elemento imprescindibile delle Olimpiadi, venne introdotta per la prima volta durante i Giochi di Berlino del 1936.

Fu proprio in quell’edizione che la torcia olimpica percorse per la prima volta il viaggio da Olimpia, in Grecia, fino alla città ospitante, trasformandosi in un evento spettacolare e simbolico, destinato a entrare stabilmente nella storia dello sport mondiale.

Le Olimpiadi di Berlino del 1936 sono ricordate anche per l’impresa leggendaria di Jesse Owens, che con quattro medaglie d’oro demolì davanti al mondo le teorie della supremazia ariana sostenute dal regime nazista. Un messaggio che andò oltre lo sport, rafforzato da gesti di autentica sportività come l’amicizia con l’atleta tedesco Luz Long, esempio concreto di come l’umanità possa superare ideologie e propaganda.

Il Museo della Radio: memoria olimpica e diritti umani in Piazza Brà

A Verona, questo intreccio tra sport, storia e valori universali trova spazio nella galleria multiculturale del Museo della Radio, in Piazza Brà. Qui è possibile ammirare la radio originale che narrò le Olimpiadi di Berlino del 1936, accompagnata da fotografie e cimeli dell’epoca, all’interno di un nuovo percorso espositivo permanente dedicato ai diritti umani.

Un itinerario che richiama i diritti universali, innati e indivisibili riconosciuti a ogni individuo, sanciti a livello internazionale con la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, e che nessuno Stato dovrebbe mai negare.

Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di opere uniche di rilievo internazionale, con nomi come Andy Warhol, Jeff Koons, Banksy e Keith Haring, accanto a figure simboliche della storia italiana come Sandro Pertini e Guglielmo Marconi.

Arte, cultura e comunicazione per un messaggio di pace

Nel luogo dedicato a Marconi, l’inventore che con la radio ha idealmente unito i popoli, il Museo affronta temi centrali della contemporaneità: libertà di genere, pace, coesione sociale, uguaglianza e non discriminazione, utilizzando l’arte e la comunicazione come strumenti di dialogo e riflessione.

«L’idea è divulgare attraverso la cultura un messaggio di uguaglianza e pace universale – spiega Francesco Chiantera, divulgatore culturale e proprietario della collezione del Museo della Radio –. Da gennaio riprendono le visite delle scuole, già sold out, che troveranno questa novità come spunto per riflettere su come simboli storici parlino da oltre un secolo di unione e convivenza attraverso arte e musica».

Orari e accesso

Il Museo della Radio è aperto gratuitamente dal 7 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, confermandosi come una realtà culturale accessibile e al servizio della collettività, con lo sguardo rivolto alla coesione globale.