La Giunta comunale di Verona compie un nuovo passo nella regolamentazione degli affitti turistici nel Centro storico. Su proposta della vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli, l’esecutivo ha approvato la delibera che porterà in Consiglio comunale la Variante n. 70 al Piano degli Interventi, destinata a introdurre una nuova disciplina urbanistica per locazioni turistiche e B&B nel cuore della città.
L’obiettivo dichiarato è salvaguardare la funzione residenziale del Centro storico, patrimonio mondiale dell’Unesco, contrastando gli effetti dell’overtourism e della progressiva riduzione dei residenti.
Il boom delle locazioni turistiche
Alla base del provvedimento c’è una crescita esponenziale degli affitti turistici. Secondo i dati del Comune, le locazioni turistiche sono passate dalle 10 del 2012 alle 3.404 del 2024, delle quali 2.028 concentrate nel solo Centro storico.
Numeri che, secondo l’Amministrazione, rendono necessario un intervento per evitare che la pressione turistica comprometta l’equilibrio della città storica.
Il percorso era stato avviato già nel luglio 2025, quando il Consiglio comunale aveva preso atto del Documento del Sindaco che indicava la necessità di riordinare la disciplina delle destinazioni d’uso degli immobili destinati alle locazioni turistiche.
Cosa cambia
La Variante n. 70 introduce una disciplina uniforme per tutte le strutture ricettive complementari, equiparando dal punto di vista urbanistico locazioni turistiche e B&B, indipendentemente dalla presenza o meno di servizi accessori.
Entrambe le tipologie saranno ricondotte alla categoria della destinazione turistico-ricettiva, con un carico urbanistico considerato basso ma distinto da quello residenziale.
Secondo il Comune, questa scelta punta a evitare una trasformazione progressiva degli immobili residenziali in strutture ricettive, preservando la presenza stabile dei residenti e delle attività di vicinato.
Nessun effetto retroattivo
Le nuove disposizioni non interesseranno gli alloggi già destinati legittimamente a locazione turistica e in possesso del Codice identificativo nazionale (CIN) prima dell’adozione della variante da parte del Consiglio comunale.
Per queste strutture non cambierà nulla.
La variante chiarisce inoltre che le residenze universitarie non rientrano nella categoria turistico-ricettiva, poiché svolgono una funzione di supporto allo studio e non al turismo.
L’iter
Prima dell’approdo in Consiglio comunale, la proposta ha concluso il percorso di concertazione previsto dalla normativa regionale.
Sono stati acquisiti i contributi di enti pubblici, associazioni economiche e sociali e gestori di servizi pubblici. Inoltre, sette delle otto Circoscrizioni cittadine hanno espresso il proprio parere: sei si sono dichiarate favorevoli (una con osservazioni), una ha preso atto della documentazione senza rilievi, mentre l’ottava non si è espressa entro i termini previsti.
Ora il provvedimento passerà all’esame della Commissione consiliare competente e successivamente del Consiglio comunale.
Le motivazioni del Comune
“In linea con le scelte operate da altri Comuni che vivono il fenomeno dell’overtourism – spiega la vicesindaca Barbara Bissoli – proponiamo di esercitare il potere di pianificazione del territorio disciplinando la destinazione d’uso delle locazioni turistiche e dei B&B nel Centro storico, riconducendole alla categoria turistico-ricettiva”.
Secondo Bissoli, l’obiettivo è preservare la presenza di una comunità residente stabile e delle attività economiche di prossimità, tutelando allo stesso tempo il riconoscimento Unesco ottenuto dalla città nel 2000.
Per l’Amministrazione Tommasi, infatti, i residenti rappresentano i principali custodi del patrimonio storico e culturale cittadino e la loro permanenza nel Centro storico è ritenuta essenziale per mantenerne identità, vitalità economica e qualità della vita.































