La Breast Unit di Verona festeggia 10 anni nella storica sala Maffeiana

 
 

Dieci anni di impegno nella lotta contro il tumore al seno sono stati celebrati oggi dalla Breast Unit dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona. La ricorrenza è stata festeggiata nella suggestiva cornice della sala Maffeiana di piazza Bra, con un evento aperto alla cittadinanza e alla presenza delle autorità locali e regionali.

Negli ultimi dieci anni il carcinoma mammario ha perso gran parte della sua drammaticità: interventi meno invasivi, prevenzione avanzata e tecnologie innovative hanno portato la sopravvivenza oltre il 90% quando la malattia viene individuata precocemente. Oggi la Breast Unit guarda al futuro con sette priorità: attenzione alle giovani donne under 40, innovazione tecnologica, equa distribuzione dei servizi, approccio solidale, inclusività, sostenibilità e accessibilità.

La cerimonia, aperta dall’esibizione dell’Aoui official band, ha ripercorso il percorso della Breast Unit attraverso il racconto della dott.ssa Francesca Pellini, coordinatrice della struttura e direttore Uoc Chirurgia senologica. Il prof. Valerio Terraroli dell’Università di Verona ha invece illustrato le “Metamorfosi femminili nell’arte del ‘900”.

Erano presenti tra gli altri il dottor Vincenzo Di Francesco, presidente della Consulta primari Aoui, la prof.ssa Michela Rimondini per l’Università, l’assessore comunale Elisa La Paglia, la consigliera provinciale Nadia Maschi, il dottor Giulio Rigon per l’Ordine dei Medici, rappresentanti di altre Breast Unit venete e associazioni di pazienti come Giada, Andos, Lilt e Pink Darsena. Al fianco della squadra attuale anche membri storici, tra cui la prima coordinatrice dott.ssa Stefania Montemezzi.

Un decennio di innovazione e cura multidisciplinare

Istituita nel 2015, la Breast Unit di Verona è oggi hub regionale di alta specializzazione, con un modello organizzativo che integra tutte le fasi del percorso di cura: diagnosi precoce, trattamento chirurgico e farmacologico, riabilitazione fisica e psicologica e follow-up a lungo termine. Particolare attenzione è stata riservata all’informazione sanitaria, fino alle iniziative dell’ultimo “Ottobre Rosa” che hanno coinvolto studentesse, sportive e forze dell’ordine.

L’approccio multidisciplinare e multiprofessionale della Breast Unit garantisce ogni anno assistenza a oltre mille pazienti in ambito oncogenetico, coinvolgendo anche familiari in caso di mutazioni genetiche. Grazie al lavoro congiunto di equipe dedicate, Verona ha ottenuto la Certificazione Eusoma e partecipa a studi clinici, ricerca scientifica e pubblicazioni internazionali. La struttura è prima in Veneto e seconda in Italia per numero di interventi con mastectomia robotica, garantendo trattamenti personalizzati con benefici estetici, psicologici e riabilitativi.

Umanizzazione delle cure

La Breast Unit punta anche alla centralità della persona: il team include case manager e breast care nurse che seguono le pazienti lungo tutto il percorso di cura. È attivo il progetto FENICE, percorso di screening psicologico e psicoeducazione di gruppo per elaborare le conseguenze fisiche e psicologiche della malattia. Nutrizionisti, geriatri, palliativisti e associazioni di volontariato collaborano regolarmente al modello di cura integrata.

Numeri e innovazioni

Ogni anno circa 1.700 pazienti accedono all’Oncologia medica per terapie e follow-up. Sono eseguite circa 12 mila mammografie e 1.200 risonanze, con oltre 7.000 interventi chirurgici negli ultimi dieci anni. Il 60% degli interventi è conservativo; per le mastectomie, l’80% dei casi riceve ricostruzione immediata.

Tra le innovazioni più rilevanti: diagnostica avanzata con immunoistochimica, biologia molecolare, digital pathology e intelligenza artificiale; chirurgia robotica e imaging in fluorescenza per il linfonodo sentinella; terapie mirate, immunoterapia e radioterapia di precisione con tecnologie come Breath Hold e MRI LINAC.

Il futuro: AI e attenzione alle giovani donne

L’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno strumento fondamentale per diagnosi più precise, personalizzazione dei trattamenti e decisioni chirurgiche meno invasive. Cresce inoltre l’incidenza di neoplasie in donne tra i 20 e i 39 anni, spesso più aggressive e con necessità di trattamenti complessi, che richiedono attenzione a fertilità, sessualità e benessere psicologico.

«Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in dieci anni – dichiara la dott.ssa Francesca Pellini – ma davanti a noi ci sono nuove sfide. La Breast Unit che vogliamo poggia su sette pilastri: attenzione alle giovani donne, inclusività, accessibilità, sostenibilità, equa distribuzione dei servizi, innovazione tecnologica e un approccio solidale centrato sulla donna malata».