Iter di reclutamento universitario sotto osservazione: segnalazione all’ANAC

 
 

Un esposto è stato trasmesso all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) in merito a una procedura di chiamata accademica avvenuta all’Università di Verona. La segnalazione, presentata da soggetti esterni all’amministrazione universitaria, sollecita una verifica sulla correttezza dell’iter amministrativo seguito, con particolare riferimento al rispetto delle norme in materia di trasparenza, imparzialità e prevenzione dei conflitti di interesse.

L’attenzione dell’esposto riguarda una nomina che interessa Riccardo Nocini, docente dell’area medico-chirurgica, figlio dell’ex rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini, il cui mandato si è concluso prima dell’avvio della procedura oggetto di segnalazione. I firmatari dell’esposto chiedono all’ANAC di valutare se sussistano profili meritevoli di approfondimento in relazione alla tempistica degli atti, alle modalità di selezione e all’applicazione della normativa vigente.

Al centro delle verifiche richieste vi è la legge 30 dicembre 2010, n. 240, nota come riforma Gelmini, che disciplina il reclutamento e la carriera dei professori universitari. La legge ha introdotto principi stringenti volti a garantire merito, trasparenza e imparzialità nelle procedure di chiamata, stabilendo criteri uniformi per la valutazione dei candidati e rafforzando i meccanismi di prevenzione di possibili interferenze o condizionamenti interni.

In particolare, la legge 240/2010 prevede che le procedure di reclutamento siano improntate a pubblicità degli atti, valutazioni comparative e assenza di situazioni di incompatibilità, demandando agli atenei l’obbligo di adottare regolamenti interni coerenti con tali principi. La norma mira inoltre a evitare concentrazioni di potere e possibili conflitti di interesse, soprattutto nei casi in cui sussistano rapporti di parentela o precedenti ruoli apicali all’interno dell’istituzione.

L’esposto non configura di per sé un’accusa né implica automaticamente irregolarità, ma rappresenta uno strumento previsto dall’ordinamento per consentire all’ANAC di svolgere, se ritenuto opportuno, valutazioni preliminari o istruttorie sui procedimenti amministrativi segnalati. Spetterà all’Autorità stabilire se procedere con approfondimenti o disporre l’archiviazione della segnalazione.

Al momento non risultano provvedimenti né rilievi ufficiali da parte dell’ANAC. Anche l’Università di Verona non ha diffuso dichiarazioni formali sul caso, riservandosi, come prassi, di fornire eventuali chiarimenti agli organi competenti qualora richiesti.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla governance degli atenei e sull’efficacia delle regole introdotte dalla riforma del 2010, che ha affidato un ruolo centrale alla responsabilità degli enti universitari e alla vigilanza degli organismi di controllo, tra cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Eventuali valutazioni definitive potranno emergere solo all’esito degli accertamenti, qualora l’ANAC decida di procedere.

MC