Imprese, Verona cresce più della media regionale: saldo positivo nel 2025

 
 

Segnali di tenuta per il tessuto imprenditoriale veronese, che chiude il 2025 con un bilancio demografico d’impresa positivo. Il tasso di sviluppo si attesta infatti a +0,67%, un dato superiore alla media regionale (+0,46%), anche se ancora al di sotto del valore nazionale (+0,96%).

Secondo le elaborazioni della Camera di Commercio di Verona, al 31 dicembre 2025 lo stock di imprese registrate raggiunge quota 89.805 unità. Nel corso dell’anno si sono registrate 5.299 nuove iscrizioni a fronte di 4.685 cancellazioni non d’ufficio, con un saldo attivo di +614 imprese.

Un risultato in netto miglioramento rispetto al 2024, quando il saldo si era fermato a +331 unità, grazie soprattutto a una riduzione significativa delle cessazioni (-6,6%), mentre le iscrizioni segnano una flessione contenuta (-0,9%).

Camera di Commercio: “Sistema solido e capace di adattarsi”

«Il sistema imprenditoriale veronese chiude il 2025 confermando la propria tradizionale solidità – commenta Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio di Verona –. A fronte di un tasso di natalità aziendale del 5,8% e di un tasso di mortalità del 5,13%, il saldo positivo testimonia una vitalità diffusa che caratterizza il nostro territorio».

«Il tasso di sviluppo, seppur contenuto – aggiunge – evidenzia una buona capacità di tenuta e adattamento alle attuali dinamiche economiche, con un tessuto produttivo in grado di consolidare nel tempo la propria base».

Società di capitale trainano la crescita

Dal punto di vista della forma giuridica, a guidare la crescita sono ancora una volta le società di capitale, che registrano un incremento del +2,8%. Con 782 nuove unità, rappresentano oggi oltre il 31% del totale delle imprese veronesi.

Si mantengono invece sostanzialmente stabili le imprese individuali, che continuano a costituire la quota maggioritaria (50,2%), mentre risultano in calo le società di persone, che segnano una flessione del -1,39%.

Servizi in crescita, rallentano gli altri settori

Sotto il profilo settoriale, si conferma il processo di terziarizzazione dell’economia. Il comparto dei servizi è infatti l’unico a registrare una crescita (+1,5%), con 27.713 imprese, pari al 30,9% del totale.

Seguono per consistenza numerica:

Commercio: 19% Agricoltura: 16% Costruzioni: 14,1% Industria: 9,5%

Settori che, tuttavia, mostrano nel complesso un andamento negativo, confermando un quadro economico in cui la tenuta è garantita soprattutto dai servizi.