Il caldo record dell’estate 2026 rischia di pesare doppiamente sulle famiglie e sulle imprese: oltre ai maggiori consumi dovuti all’utilizzo continuo di climatizzatori e sistemi di raffrescamento, aumentano anche i costi dell’energia. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Verona, che evidenzia un incremento medio delle bollette elettriche pari al 12% nel mese di luglio rispetto a giugno.
Secondo l’associazione, i rincari sono influenzati anche dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalle criticità legate allo Stretto di Hormuz, uno snodo strategico per il trasporto mondiale di gas naturale liquefatto.
«Le conseguenze sono ormai evidenti nella vita quotidiana, dal carrello della spesa ai carburanti fino alle bollette di luce e gas», spiega il presidente di Confartigianato Imprese Verona, Devis Zenari. «Le analisi effettuate dal CAEM, il consorzio che negozia le forniture energetiche per le imprese, mostrano una situazione molto preoccupante».
I dati raccolti evidenziano aumenti significativi in diversi comparti produttivi. Un’azienda metalmeccanica registra un incremento del 10,3% del costo dell’energia elettrica rispetto a giugno, una falegnameria arriva al 10%, mentre per un’attività di acconciatura l’aumento è dell’8,7%. Ancora più marcato il rincaro per un’azienda del settore pelle, che vede crescere la bolletta del 14,2%. Considerando il periodo compreso tra aprile e luglio, l’incremento medio oscilla tra il 15% e il 20%.
Nonostante i rincari, Confartigianato sottolinea il ruolo del CAEM nel contenimento dei costi. Nel 2025 il consorzio, che conta circa 7.500 imprese aderenti in tutta Italia, ha consentito un risparmio complessivo di 5,4 milioni di euro, con una media di circa 800 euro per azienda. Per le imprese veronesi il beneficio economico complessivo è stato di quasi 90 mila euro.
Per Zenari, tuttavia, le misure adottate finora non sono sufficienti.
«Serve una strategia di lungo periodo. Nell’immediato è necessario intervenire per ridurre il costo dell’energia elettrica, ma è altrettanto importante superare il sistema del prezzo marginale, che lega il costo dell’elettricità alla fonte di produzione più cara, cioè il gas. Riteniamo più equo un sistema basato sul costo medio delle diverse fonti energetiche».
Tra le proposte avanzate da Confartigianato c’è anche un forte sostegno all’autoproduzione di energia attraverso impianti fotovoltaici e comunità energetiche. L’associazione ricorda di aver promosso nel 2024 la Comunità energetica A-CERTA e chiede che una parte delle risorse che l’Italia intende richiedere all’Unione Europea venga destinata a incentivare famiglie e imprese nella produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili.
«Le esperienze maturate con i contributi del PNRR dimostrano che molte piccole imprese e numerose famiglie hanno investito nel fotovoltaico per ridurre i costi energetici e contribuire alla sostenibilità ambientale. Dobbiamo continuare su questa strada per rendere il Paese sempre più autonomo dal punto di vista energetico», conclude Zenari.






























