Il Verona muove la classifica, ma non ancora le gerarchie

 
 

Dopo il ko con l’Ascoli arriva il primo punto in campionato. All’Euganeo finisce 1-1: Hellas troppo timido nel primo tempo, meglio nella ripresa. Sarr dal dischetto rimette in equilibrio la partita, Livramento sfiora il colpo nel finale.

Il primo punto è arrivato. Ma per il Verona, più del risultato, conta quello che si è visto all’Euganeo. E la sensazione, dopo il pareggio per 1-1 contro il Padova, è che l’Hellas sia ancora una squadra in costruzione, alla ricerca di una propria identità e soprattutto di quella personalità che servirà per affrontare una Serie B nella quale le ambizioni dichiarate sono importanti.

Dopo la sconfitta interna contro l’Ascoli, almeno una risposta è arrivata. Il Verona non ha perso un altro scontro diretto e, soprattutto, ha avuto la forza di rimettere in piedi una partita che nel primo tempo sembrava essersi incanalata decisamente dalla parte del Padova. Ma il punto conquistato non deve diventare un alibi.

Un primo tempo troppo timido

Il Padova ha approcciato la partita con maggiore intensità, prendendo campo e mettendo in difficoltà il Verona soprattutto nella prima ora di gioco. I biancoscudati hanno avuto le occasioni migliori e sono passati in vantaggio al 26’, quando il cross di Cocchi è stato deviato nella propria porta da Edmundsson.

Il problema, però, non è tanto l’autogol. Gli episodi fanno parte del calcio. Il problema è il modo in cui il Verona ha affrontato il primo tempo: troppo attendista, poco aggressivo, incapace di imporre il proprio gioco con continuità.

E contro una squadra come il Padova, spinta dai circa 12 mila spettatori dell’Euganeo, concedere campo e iniziativa significa inevitabilmente complicarsi la vita.

Il Verona ha provato a reagire, ma senza riuscire davvero a cambiare l’inerzia della gara. Non è stata una squadra travolta, questo va detto, ma nemmeno una squadra capace di dare l’impressione di avere il controllo della partita.

Poi la reazione

Nella ripresa qualcosa è cambiato.

Il Padova ha abbassato il ritmo e il Verona ha cominciato a guadagnare metri. Sono aumentate le iniziative offensive e, soprattutto, la squadra di Baroni ha trovato maggiore presenza nella metà campo avversaria.

Il pareggio è arrivato al 67’, quando Compagnon è stato atterrato in area e Sarr ha trasformato con freddezza il calcio di rigore.

Un gol pesante, perché ha restituito fiducia a una squadra che fino a quel momento aveva avuto difficoltà a trovare continuità nella propria manovra.

E da quel momento il Verona ha anche avuto la possibilità di vincerla.

Nel finale, infatti, è arrivata l’occasione più importante della partita per i gialloblù: al 91’ Livramento ha colpito la traversa, sfiorando il clamoroso sorpasso.

Sarebbe stato probabilmente troppo per quanto visto nell’arco dei novanta minuti, ma avrebbe raccontato una storia completamente diversa.

Il bicchiere mezzo pieno

C’è quindi anche qualcosa di positivo.

Il Verona ha reagito dopo lo svantaggio. Ha trovato il gol senza bisogno di costruire una lunga serie di occasioni. Ha chiuso la partita in crescendo e, nel recupero, è andato a un centimetro dalla vittoria.

E soprattutto ha evitato di incassare la seconda sconfitta consecutiva, dopo il ko dell’esordio contro l’Ascoli.

Baroni ha parlato di un passo avanti e ha sottolineato la prestazione della squadra, spiegando di essere soddisfatto soprattutto della personalità mostrata.

È una lettura che può essere condivisa, ma soltanto in parte.

Perché il Verona deve fare molto di più se vuole essere protagonista.

Un punto da cui ripartire, non un punto d’arrivo

Il campionato è appena iniziato e sarebbe assurdo trarre conclusioni definitive dopo due giornate. Ma proprio perché siamo all’inizio, le partite servono per capire quale strada prendere.

E quella dell’Euganeo dice una cosa abbastanza chiara: questo Verona ha qualità, ma deve ancora trasformarla in continuità.

Il pareggio permette di muovere la classifica e soprattutto evita che il ko contro l’Ascoli lasci già una scia pesante. Ma non cancella le difficoltà emerse.

La squadra deve crescere nella personalità, nella capacità di gestire i momenti della partita e nella capacità di imporre il proprio calcio anche quando l’avversario alza la pressione.

Non può bastare aspettare di andare sotto per iniziare a giocare con maggiore coraggio.

Sarr una certezza, Livramento quasi l’eroe

Tra le note positive c’è sicuramente Sarr. Il suo rigore ha rimesso in equilibrio la gara e l’attaccante è stato indicato anche tra i migliori in campo nelle valutazioni del dopo partita.

E poi c’è Livramento, entrato nella ripresa e capace di dare maggiore vivacità all’attacco. La traversa nel recupero avrebbe potuto trasformarlo nell’uomo copertina della serata.

Sono segnali importanti, soprattutto per una squadra che ha bisogno di trovare riferimenti offensivi affidabili.

Adesso serve continuità

Un punto a Padova, dopo una sconfitta interna, può essere considerato un risultato utile. Ma non deve diventare un risultato da celebrare troppo.

Il Verona deve prendere ciò che di buono ha mostrato all’Euganeo e trasformarlo nel punto di partenza per la prossima partita.

Perché la Serie B non aspetta.

E soprattutto perché una squadra che punta in alto non può accontentarsi di reagire. Deve imparare a comandare.

Il pareggio di Padova, allora, è un piccolo passo avanti. Ma il vero Verona deve ancora cominciare a vedersi.