Il mancato cartellino rosso mostrato da Doveri a Bissek in occasione del fallo da ultimo uomo su Giovane durante Verona–Inter sta facendo discutere, e non poco. Un episodio che rievoca da vicino quello accaduto poche settimane fa in Verona-Juventus, quando Rapuano non espulse Orban per gomitata su Gatti. Due decisioni che non hanno portato al cartellino rosso con conseguenze diametralmente opposte per i direttori di gara.
Nel caso di Rapuano, il giudizio dei vertici arbitrali era stato severo: immediata sospensione e retrocessione in Serie B per “errore tecnico evidente”. Per Doveri, invece, nessuna ripercussione sembra profilarsi all’orizzonte. Il fischietto romano, considerato tra i più esperti del gruppo, difficilmente verrà toccato dal designatore Gianluca Rocchi, nonostante l’episodio di odierno abbia lasciato perplessi molti addetti ai lavori.
Non c’è alcun dubbio: quando l’errore danneggia una “big”, la mano dei vertici si fa più pesante; se invece a pagarne le conseguenze è una provinciale, il tutto viene rapidamente archiviato come episodio di gioco.
Un segnale poco incoraggiante per chi chiede una direzione di gara equa e coerente. Perché, al di là dei regolamenti e delle interpretazioni, nel calcio italiano non tutti gli errori pesano allo stesso modo.
MC







































