I Cinque Pilastri dell’Amministrazione Tommasi

 
 

Capitale sociale, Prossimità, Competenze – Sviluppo, Sentirsi ‘a casa’ e Responsabilità. Sono questi i cinque pilastri che sostengono la visione della Verona che l’Amministrazione intende costruire.

Punti cardine che definiscono le linee programmatiche 2022-2027 presentate ieri sera in Consiglio comunale dal sindaco Damiano Tommasi.

“Un progetto – ha sottolineato il sindaco – nato da un esteso processo di condivisione tra le donne e gli uomini che vogliono ri-costruire un’idea di città ‘partecipante, capace di attivare e mettere in campo le risorse di tutte le persone per l’interesse comune’.

Nell’ampio discorso di illustrazione il sindaco Tommasi ha approfondito il metodo, le idee e le progettualità che intende portare avanti attraverso il suo quinquennio di mandato. “Il nostro territorio e le persone che vi abitano sono la base del progetto che intendiamo portare avanti. Un piano che esplicita le linee del programma elettorale, che è stato basato sull’idea fondamentale di fare rete, per mettere in connessione le diverse realtà della città. La Verona che desideriamo realizzare è la città ‘arcipelago’: la città dei quartieri, rigenerati e riqualificati nelle funzioni, negli spazi e negli edifici, connessi da un sistema di aree verdi quanto più permeabili. Stiamo cercando di guardare avanti con quelli che sono i nostri principi. Nel documento ci sono scritti tutti i temi che riguardano le cose concrete che ci sono da fare. Per quando riguarda le infrastrutture, ad esempio, parliamo di progettualità che si struttureranno su più anni con soluzioni che porteremo avanti in maniera trasversale con una modalità di lavoro partecipata. Sicuramente ci dovremo preoccupare di comunicare alla città i cambiamenti previsti e che saranno motivo di tanti cantieri, interventi per migliorare la città che in fase di realizzazione potranno provocare disagi. E’ forse un libro dei sogni, che puntiamo a condividere nel metodo per renderli veri, possibili. E’ quello che sentiamo sia necessario per la città. Per realizzarlo ci prenderemo tutte le responsabilità e i rischi. Sarà il DUP, che presenteremo a breve, lo strumento attraverso il quale si delineano nel concreto progetti ed impegni di spesa”.

Linee Programmatiche.
I Cinque pilastri.

1° Pilastro: Il capitale sociale. Una Verona che pone al centro i giovani, le famiglie, l’arte e la cultura.
Il mondo non è un’eredità ricevuta dai nostri genitori, ma un prestito da restituire ai nostri figli e alle nostre figlie: i giovani, il loro presente e il loro futuro sono al centro della nostra visione di città.
2° Pilastro: Prossimità. Una Verona che pone al centro la “cura”. Verona è fatta di tante piccole e diverse realtà, ognuna delle quali merita un’attenzione particolare. Per questo le Circoscrizioni devono recuperare il loro ruolo di aggregazione sociale, secondo una logica di prossimità e di decentramento.
3° Pilastro: Competenze e sviluppo. Una Verona che pone al centro lavoro, sicurezza, trasparenza e legalità. Rilanciare Verona e migliorare la qualità della vita, del lavoro e dei servizi significa investire nella formazione continua e valorizzare le competenze dei cittadini e delle cittadine attraverso l’attribuzione dei ruoli chiave e di responsabilità dell’Amministrazione e delle società partecipate in base al merito e alle capacità.
4° Pilastro: Sentirsi “a casa”. Una Verona che pone al centro sviluppo sostenibile e ambiente. Il tema della sostenibilità è trasversale e coinvolge ogni aspetto dell’Amministrazione, dal settore turistico a quello industriale, dalla rigenerazione urbana ai servizi pubblici e alla mobilità.
5° Pilastro: Responsabilità. Una Verona che pone al centro il bene-essere. Al centro di ogni progetto e azione programmata viene posta al centro la persona con i suoi bisogni e i suoi talenti.

 
 

1 COMMENTO

  1. Ok. va bene. Si vorrebbe tanto conoscere cosa sorreggono i 5 pilastri.
    Qualche esempio: 1- la pessima immagine che si da ai visitatori che passando da viale Piave, vedono quel rudere incomprensibile e improbabile alle ex cartiere.
    2- Il caos viabilistico
    3- le ruspe arrugginite all’ex manifattura tabacchi
    4- aeroporto Catullo in sofferenza
    5- castel san Pietro mummificato
    6- paura ad uscire di sera per rischio pestaggi per una sigaretta (anche per chi non fuma)
    7- stadio Bentegodi divorato dai picioni ed inidoneo a tutto o quasi.
    8- mancanza di uno spazio musicale per i concerti al chiuso (una sorta di Arena Rock…) per cui i nostri giovani e meno giovani devono emigrare nelle più fornite realtà più vicine per seguire i concerti .
    e poi, 9, 10, 11,—– eccetera eccetera. C’è solo da sbizzarrirsi.

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