Grave infortunio alla Fedrigoni: operaio ferito gravemente a un braccio

 
 

Grave incidente sul lavoro ieri alla Cartiera Fedrigoni di Verona, dove un giovane operaio di circa 30 anni è rimasto seriamente ferito riportando lesioni gravissime a un braccio. L’episodio ha scosso profondamente i lavoratori presenti nello stabilimento e desta forte preoccupazione per le possibili conseguenze permanenti sull’integrità fisica del dipendente.

Al momento la dinamica dell’infortunio non è stata ancora chiarita nel dettaglio. Tuttavia, secondo quanto emerge dai primi elementi, il lavoratore – assunto tramite agenzia interinale con un contratto in scadenza tra circa quindici giorni – stava svolgendo una mansione particolarmente delicata senza disporre di una formazione adeguata e di un’esperienza coerente con il ruolo ricoperto.

In particolare, all’operaio sarebbe stato affidato il compito di capo macchina alla bobinatrice, una funzione che, secondo quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, richiede competenze specifiche, un inquadramento adeguato e un lungo percorso formativo. Un ruolo che, normalmente, viene assegnato solo dopo anni di esperienza maturata sul campo.

A sollevare ulteriori interrogativi è anche il periodo di permanenza del lavoratore nello stabilimento: circa un anno e mezzo, un arco temporale ritenuto insufficiente per ricoprire una posizione di tale responsabilità in sicurezza.

Sull’accaduto è intervenuta la Slc Cgil di Verona, che ha espresso piena solidarietà al lavoratore ferito, augurandogli una pronta e completa guarigione. Il sindacato ha inoltre richiesto un incontro urgente alla Direzione Fedrigoni per discutere quanto accaduto e concordare azioni concrete volte a prevenire il ripetersi di episodi simili.

«Siamo certi che l’azienda accoglierà la richiesta e convocherà al più presto un tavolo di confronto con le segreterie territoriali, i delegati sindacali e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza», ha dichiarato Mario Lumastro, coordinatore provinciale Slc Cgil Verona.

Secondo il sindacato, l’infortunio rappresenta l’ennesima conferma di un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto per i lavoratori precari, spesso esposti a ricatti occupazionali e privi di un’adeguata formazione. «La salute e la sicurezza non possono essere sacrificate sull’altare degli utili di bilancio – conclude Lumastro –. Questa logica condanna in particolare le nuove generazioni a situazioni di lavoro estremamente pericolose».