Il crollo del gradimento del sindaco Damiano Tommasi nel Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore diventa terreno di scontro politico a Verona. Dopo la pubblicazione della classifica, il capogruppo della lista civica Verona Domani, Paolo Rossi, sostiene che il risultato rappresenti «il fallimento di un intero progetto politico» e non soltanto della figura del primo cittadino.
Secondo Rossi, l’eventuale scelta del centrosinistra di presentarsi alle prossime elezioni amministrative con un candidato diverso non sarebbe sufficiente a invertire il giudizio degli elettori.
«Tommasi rischia di essere usato come un paravento ideologico da immolare sull’altare della campagna elettorale – afferma – ma la musica non cambierà se gli attori protagonisti resteranno gli stessi».
Per l’esponente di Verona Domani la soluzione dovrebbe essere un azzeramento dell’intera giunta comunale, ritenuta responsabile delle criticità emerse durante il mandato.
Nel mirino finiscono in particolare la gestione di Amia, la realizzazione delle piste ciclabili, giudicate causa di problemi alla viabilità cittadina, e il degrado urbano nei quartieri, oltre a quelle che Rossi definisce «forzature ideologiche» che avrebbero allontanato l’amministrazione dai cittadini.
«Il voto del prossimo anno – conclude – non sarà il giudizio su una sola persona, ma sull’intero sistema di governo della città. Cambiare il candidato senza modificare la squadra significherebbe lasciare immutata una macchina amministrativa che riteniamo inadeguata alle esigenze di Verona».





































