Governance Poll, il centrodestra chiede discontinuità. Benini: “Contano le urne”

 
 

La pubblicazione del Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore, che colloca il sindaco di Verona Damiano Tommasi all’89° posto su 90 nella classifica nazionale del gradimento dei primi cittadini, ha acceso il confronto politico cittadino. Da una parte le opposizioni leggono il dato come una bocciatura dell’operato dell’amministrazione; dall’altra la maggioranza invita a non trasformare una rilevazione statistica in un verdetto politico definitivo.

Il segretario cittadino di Forza Italia e consigliere regionale Alberto Bozza sostiene che la classifica “si commenta da sola”, attribuendo il risultato a “quattro anni di un’amministrazione deludente e imbarazzante”. Nel mirino finiscono soprattutto sicurezza, decoro urbano, viabilità e la mancata riqualificazione dei quartieri.

Sulla stessa linea si colloca Fare con Tosi, che interpreta il Governance Poll come il segnale di una crescente distanza tra Palazzo Barbieri e la città. Secondo il movimento, Verona chiede risposte concrete su sicurezza, servizi e manutenzioni, mentre il sindaco dovrebbe accogliere il risultato “con umiltà”.

Critico anche Paolo Borchia, europarlamentare e segretario provinciale della Lega, secondo cui la perdita di consenso dimostra che l’amministrazione avrebbe privilegiato “approcci ideologici” anziché concentrarsi su sicurezza, infrastrutture e sviluppo economico.

Per Paolo Rossi, capogruppo della lista civica Verona Domani, il piazzamento del sindaco rappresenta “il sigillo sul fallimento di un intero progetto politico”. Rossi sostiene che un eventuale cambio del candidato sindaco non sarebbe sufficiente senza un rinnovamento complessivo della giunta, indicando tra le criticità la gestione di Amia, il degrado urbano e la viabilità.

Di segno opposto la lettura dell’assessore comunale Federico Benini, che invita a non enfatizzare il risultato del sondaggio. Benini ricorda come anche in passato amministratori poi riconfermati alle elezioni figurassero nelle ultime posizioni della stessa classifica e cita, tra gli altri, gli esempi degli allora sindaci Federico Sboarina a Verona, Claudio Scajola a Imperia e Sergio Giordani a Padova.

“Lascio volentieri agli ‘sciacalli’ il gusto di esultare per una graduatoria – afferma Benini -. Continuo a pensare che il giudizio vero lo esprimano i cittadini quando votano”.

L’assessore riconosce tuttavia che il sondaggio offre uno spunto di riflessione. A suo giudizio, nei quattro anni di mandato la città è cambiata profondamente grazie all’avvio di cantieri, opere pubbliche, interventi su scuole, parchi e strade. “Forse abbiamo dato per scontato che bastasse fare le cose. In realtà amministrare bene è fondamentale, ma non basta: bisogna anche saper raccontare ciò che si realizza, spiegare le scelte e far conoscere i risultati”, osserva Benini, secondo cui la comunicazione dell’attività amministrativa rappresenta un aspetto sul quale la giunta può migliorare.

Il Governance Poll, come ogni anno, riapre così il dibattito sul rapporto tra consenso, attività amministrativa e percezione dei cittadini. Un confronto destinato ad accompagnare la politica veronese verso le prossime elezioni comunali, quando saranno gli elettori a esprimere il giudizio definitivo sull’operato dell’amministrazione Tommasi.