Giustizia, Perini: “La destra vuole lo scalpo della magistratura”

 
 

«La magistratura è l’ossessione della destra italiana da trent’anni e con questa controriforma vogliono portarne a casa lo scalpo». È netto l’intervento di Luca Perini, esponente di Sinistra Italiana a Verona, sulla riforma della giustizia e sul referendum in programma.

Secondo Perini, il provvedimento «non risolve in alcun modo i problemi strutturali della giustizia italiana», a partire dalla durata dei processi, dalla carenza di organico e dalla necessità di accelerare la trasformazione digitale dei fascicoli.

«Il governo – sostiene – non assume magistrati, non riduce la durata dei processi penali e civili, non migliora l’accesso alla giustizia e diminuisce gli spazi democratici dei cittadini. Far funzionare meglio la giustizia significa stabilizzare i 12mila giovani precari che rischiano di restare a casa a luglio e fare gli investimenti necessari».

Perini critica in particolare la separazione delle carriere: «Non c’entra nulla con l’efficienza del sistema. È evidente il disegno politico di mettere in discussione e cambiare radicalmente la Costituzione».

Nel mirino anche l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: «Il governo vuole smantellare sistematicamente i controlli democratici del Paese».

L’esponente di Sinistra Italiana richiama inoltre le recenti polemiche legate alle dichiarazioni del figlio di Licio Gelli, sostenendo che alcune riforme costituzionali, come il premierato e la riforma della giustizia, richiamerebbero punti contenuti nel piano della loggia massonica P2.

«Si punta ad aumentare i poteri del governo, in particolare del capo del governo, riducendo il ruolo del Parlamento, l’indipendenza della magistratura e i compiti del Presidente della Repubblica. Anche i test psicoattitudinali per i magistrati, di cui ha parlato il ministro Nordio, erano presenti in quei piani», conclude Perini.

Per queste ragioni, l’appello è chiaro: «Al prossimo referendum bisogna votare No».