Giunta Stefani, Verona resta ai margini: vince ancora l’asse Padova-Venezia-Treviso

 
 

La nuova Giunta regionale presentata da Stefani, con un solo esponente veronese, lascia presagire uno scenario già visto: le politiche economiche e di sviluppo continueranno a convergere lungo l’asse Padova-Venezia-Treviso, mentre Verona rischia di restare ancora una volta ai margini della distribuzione delle risorse regionali.

Una prospettiva che preoccupa un territorio che, contrariamente a quanto si è spesso raccontato in passato, oggi non può più permettersi di fare a meno dell’intervento e del sostegno della Regione. L’idea di una Verona autosufficiente, forte dei propri grandi centri decisionali economici e finanziari, appartiene ormai al passato.

Negli ultimi anni, infatti, la città ha progressivamente perso quasi tutti i suoi principali asset strategici. Fondazione Cariverona, per decenni uno dei motori finanziari e culturali del territorio, ha visto ridursi il proprio ruolo di leva diretta sull’economia locale. La storica Banca Popolare di Verona è stata inglobata nel processo di fusione che ha portato alla nascita di Banco BPM, con il conseguente spostamento dei centri decisionali fuori dal territorio scaligero.

Anche Cattolica Assicurazioni, nata a Verona e per oltre un secolo punto di riferimento dell’imprenditoria locale, ha perso la propria autonomia e il legame diretto con la città a seguito delle operazioni societarie che ne hanno ridisegnato governance e controllo. A questi si aggiungono altri tasselli importanti del sistema economico veronese, progressivamente indeboliti o ridimensionati, che hanno contribuito a ridurre il peso contrattuale della città.

In questo contesto, l’assenza di una rappresentanza forte di Verona nella nuova Giunta regionale non è solo un problema politico, ma diventa una questione economica e strategica. Senza una presenza adeguata nei luoghi dove si decidono investimenti, infrastrutture e politiche industriali, il rischio è che Verona continui a scontare una marginalità crescente, nonostante il suo peso demografico ed economico resti tra i più rilevanti del Veneto.

La composizione dell’esecutivo regionale sembra dunque confermare una linea di continuità con il passato: mentre altre aree del Veneto consolidano la propria centralità, Verona resta in attesa di risposte concrete e risorse adeguate per affrontare le sfide dello sviluppo, della competitività e della tenuta sociale del territorio.

MC