Uno sguardo sul presente e uno sul futuro della Chiesa di Verona. È quanto emerso dall’incontro con la stampa tenuto all’Episcopio dal vescovo Domenico Pompili, affiancato da Emanuela Compri, referente del Servizio spiritualità e pellegrinaggi, e da don Diego Righetti, coordinatore dell’Assemblea diocesana 2026. Tre i temi cardine affrontati: Giubileo, cammino ecclesiale e impegno per la pace.
Il 2025 è stato profondamente segnato dal Giubileo della speranza, che ha visto una partecipazione significativa dei fedeli veronesi, in particolare al pellegrinaggio diocesano a Roma del 24 e 25 gennaio, culminato nel passaggio della Porta Santa. Numerose anche le iniziative vissute in diocesi, con una particolare attenzione al mondo del carcere. Il vescovo Pompili ha compiuto tre visite alla casa circondariale – dalla Messa del Giovedì Santo con la lavanda dei piedi alla celebrazione giubilare di giugno, fino alla Messa della Vigilia di Natale – accompagnate da proposte formative per i detenuti e da un pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Corona.
A segnare la “restituzione” concreta del Giubileo è stata inoltre l’istituzione di un Fondo permanente per l’emergenza abitativa, promosso insieme alla Caritas diocesana veronese. Circa 100mila euro sono già stati raccolti, ma l’obiettivo è raggiungere quota 500mila per rispondere ai bisogni crescenti legati all’abitare, in una città che dispone di un ampio patrimonio immobiliare spesso inutilizzato.
Guardando al futuro, il 2026 sarà l’anno di un passaggio decisivo: sabato 16 maggio, a Isola della Scala, si terrà l’Assemblea diocesana della Chiesa di Verona, frutto locale del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Il versetto evangelico scelto come filo conduttore, “Fate attenzione a quello che ascoltate”, richiama il desiderio di una Chiesa in ascolto di Dio e delle persone. Circa 3mila delegati, rappresentativi dell’intera diocesi, si confronteranno su due nodi centrali: l’essenzialità – ovvero cosa è davvero prioritario per l’annuncio del Vangelo e cosa può essere superato – e la reciprocità, per promuovere relazioni e responsabilità condivise che non ricadano esclusivamente sui presbiteri. A preparare l’evento saranno le assemblee vicariali tra gennaio e febbraio 2026 e gli esercizi spirituali predicati dal cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, in programma dal 12 al 14 marzo.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della pace. Nel 2025 ha preso avvio la “Scuola di pace e nonviolenza”, che ha coinvolto oltre 40 partecipanti provenienti da tutta Italia, in sintonia con l’attenzione posta su questi temi da papa Francesco e ora da papa Leone XIV. Il Messaggio per la Giornata mondiale della pace sarà consegnato dal vescovo Pompili alle istituzioni veronesi durante la Messa in Cattedrale del 1° gennaio 2026. La seconda edizione della Scuola sarà inaugurata il 31 gennaio con un convegno dedicato alla figura del pacifista e saggista Alex Langer.
A gennaio torneranno inoltre a Verona Aziz Abu Sarah e Maoz Inon, il palestinese e l’israeliano protagonisti dell’abbraccio simbolo di Arena di pace 2024, che il 17 e 18 gennaio racconteranno nuovamente la loro esperienza di dialogo e riconciliazione, diventando anche tedofori della Torcia olimpica dei Giochi invernali 2026. In questo contesto, la Chiesa di Verona rilancia anche i pellegrinaggi in Terra Santa, previsti a marzo per presbiteri e giovani e, successivamente, aperti a tutta la comunità, come strumento concreto di sostegno e pacificazione.





































