Per mesi il centrodestra ha ragionato su nomi, profili civici e possibili sintesi tra i partiti della coalizione. Una discussione che continua, ma che nelle ultime ore sembra aver registrato un elemento politico nuovo. Non è una riunione di partito né una dichiarazione ufficiale ad aver acceso il dibattito, bensì un post pubblicato da Matteo Gelmetti all’indomani della diffusione della tradizionale classifica del gradimento dei sindaci elaborata dal Sole 24 Ore, nella quale il primo cittadino Damiano Tommasi figura nella parte bassa della graduatoria. Più che il giudizio sulla classifica, colpisce il linguaggio scelto dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.
“Io non voglio vincere perché l’avversario è debole. Voglio vincere perché ho l’ambizione di presentare ai veronesi il programma più serio, concreto e visionario per il futuro della città”.
Non un generico “noi”, non un riferimento alla coalizione o al partito, ma un netto ricorso alla prima persona singolare. Una scelta lessicale che, in politica, difficilmente è casuale.

Gelmetti non si limita infatti a difendere il centrodestra o ad attaccare l’amministrazione uscente. Parla della propria ambizione, della volontà di confrontarsi direttamente con Damiano Tommasi e della determinazione a presentare un progetto alternativo per Verona. È proprio questo passaggio a rappresentare la novità rispetto ai mesi scorsi. Se fino ad oggi il suo nome era circolato soprattutto nelle analisi come uno dei possibili candidati del centrodestra, oggi è lo stesso esponente di Fratelli d’Italia a utilizzare un linguaggio che richiama quello di chi si sente già protagonista della sfida. Il messaggio contiene anche un’altra scelta politica significativa. Gelmetti prende le distanze dalla tentazione di costruire una campagna elettorale sulle difficoltà dell’avversario. “Confrontiamoci sui contenuti, sui progetti e sulle idee”, scrive, spostando il terreno dello scontro dalla popolarità personale alla qualità delle proposte amministrative. È una linea che punta a rafforzare il profilo programmatico della futura candidatura e, nello stesso tempo, a trasmettere l’immagine di un centrodestra intenzionato a vincere per merito e non per l’eventuale logoramento dell’attuale amministrazione. La chiusura del post appare altrettanto significativa: “Fratelli d’Italia è pronta. E voi?”. Anche in questo caso il messaggio sembra rivolgersi agli alleati della coalizione, quasi a sottolineare che il partito di maggioranza relativa del centrodestra considera ormai maturi i tempi per definire il candidato e avviare la campagna elettorale.
Naturalmente la decisione finale spetterà ai tavoli della coalizione e agli equilibri tra Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e liste civiche. Tuttavia, nella comunicazione politica, le parole anticipano spesso le decisioni formali.
E quel ripetuto “io voglio” pronunciato da Matteo Gelmetti suona oggi meno come una semplice figura retorica e molto più come una dichiarazione d’intenti. Se il centrodestra cercava un segnale sul nome destinato a guidare la sfida a Damiano Tommasi, quel segnale potrebbe essere arrivato proprio da chi, per la prima volta, ha scelto di parlare non per conto del partito, ma di sé stesso.
MC






































