La qualità delle acque della sponda veneta del Lago di Garda resta ai massimi livelli. A confermarlo è l’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che richiama i risultati dei monitoraggi ufficiali effettuati lungo il litorale durante la stagione balneare.
Secondo la Regione Veneto, i controlli eseguiti sui 65 punti di prelievo ufficiali distribuiti lungo la costa veneta del Garda certificano una qualità eccellente in tutte le aree destinate alla balneazione.
«La nostra rete di monitoraggio è capillare e rigorosa – afferma Venturini –. Desidero rassicurare cittadini e turisti: la balneazione è sicura ed è garantita dai costanti campionamenti effettuati dagli organi competenti».
«Le analisi di Legambiente riguardano aree non balneabili»
L’assessora interviene anche in merito ai dati diffusi nei giorni scorsi da Legambiente, precisando che le analisi dell’associazione riguardano le foci di alcuni torrenti.
«Si tratta di zone che, per loro natura, non sono destinate alla balneazione e che sono escluse dai percorsi utilizzati dai bagnanti», sottolinea Venturini.
Legambiente: «Nessun allarme, ma uno strumento per migliorare»
Sulla vicenda interviene anche il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, che ribadisce come il monitoraggio dell’associazione abbia finalità diverse rispetto ai controlli ufficiali sulla balneazione.
«Il nostro obiettivo è contribuire al miglioramento continuo della qualità ambientale. Abbiamo concentrato le analisi sulle foci degli affluenti per individuare eventuali criticità e favorire interventi mirati».
Lazzaro ricorda inoltre che Legambiente non certifica l’idoneità alla balneazione, competenza che spetta agli enti pubblici incaricati dei controlli.
«Difendere il lavoro fatto negli anni»
Il presidente di Legambiente sottolinea infine che i risultati ottenuti da Arpav rappresentano la conferma dell’efficacia degli interventi di depurazione realizzati nel tempo.
«Che la qualità delle acque di balneazione sia ovunque eccellente è il segno del lavoro svolto negli anni. Le criticità che abbiamo evidenziato non devono essere interpretate in modo allarmistico, ma come una fotografia tecnica utile a programmare ulteriori interventi per rafforzare la tutela del lago e del suo ecosistema».






































